Acqua, Anbi presenta 266 progetti: servono 7,3 miliardi per invasi, reti e sicurezza del territorio

Dal Nord al Sud il nuovo piano dei Consorzi di bonifica punta su 74 invasi, efficientamento idrico, energia rinnovabile e prevenzione contro la crisi climatica
15 Aprile 2026
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Bacino acqua canva
Immagine di repertorio

“Di fronte all’efficienza realizzativa, dimostrata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rispettandone tutti i cronoprogrammi ed alla capacità progettuale, esibita con il 46% delle proposte nel Piano Idrico Nazionale, abbiamo il diritto di alzare le nostre ambizioni, chiedendo ai soggetti decisori i necessari finanziamenti in tempi certi e celeri per aumentare la resilienza dei territori alla crisi climatica”. Così Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi), illustrando i 266 progetti (139 al Nord, 67 al Centro, 60 al Sud e nelle isole) redatti da enti di bonifica ed irrigazione d’intesa con tutte le Regioni italiane e presentati nella nuova ‘finestra’ del Pniissi (Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico) tra ottobre 2025 e gennaio 2026.

Le opere previste

Per realizzare tali opere multifunzionali (74 invasi, 66 derivazioni, 106 adduzioni) serviranno 7 miliardi e 300 milioni di euro capaci di attivare oltre 57.100 posti di lavoro, con un impatto economico sul territorio pari ad 1 miliardo e mezzo all’anno. Dei bacini previsti, 48 sono nuovi serbatoi, mentre 26 saranno adeguati, aumentando la complessiva disponibilità idrica di 1 miliardo di metri cubi.

Gli interventi per l’efficientamento della rete idraulica permetteranno di risparmiare 2 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno; 44 sono i progetti, che prevedono anche la produzione di energia rinnovabile (12 da fotovoltaico, 13 da fotovoltaico galleggiante, 19 da idroelettrico): si calcolano 1 miliardo e 100 milioni di kilowattora, che permetteranno di evitare l’immissione di oltre 425.400 tonnellate annue di anidride carbonica in atmosfera.

“Con questo programma dettagliato, i Consorzi di bonifica ed irrigazione si confermano autentici uffici progettazione a servizio del territorio, ma è evidente che inutili complessità burocratiche frenano energie e competenze. Ora però non ci sono più alibi: esistono progetti immediatamente cantierabili e, come affermiamo sempre, anche risorse: alla politica chiediamo di trasformare queste opportunità in opere tangibili per il Paese”, afferma ancora il presidente di Anbi.

“Passare da una logica emergenziale ad una di prevenzione”

“Nello scorso ventennio, il dissesto idrogeologico ha causato mediamente 3 miliardi e mezzo di danni all’anno; nel più recente quadriennio, l’estremizzazione degli eventi atmosferici è costata complessivamente 20 miliardi di mancato reddito agli agricoltori italiani; il passaggio da una logica emergenziale ad una strategia di investimenti nella prevenzione deve essere una priorità nazionale – aggiunge Massimo Gargano, direttore Generale di Anbi – Il Piano Invasi Anbi-Coldiretti, che finalmente ha ottenuto il contenitore istituzionale dove poter essere presentato e finanziato, sarà decisivo per la sicurezza dei cittadini, l’ambiente, il reddito nonché la competitività delle imprese e dell’agroalimentare italiano anche attraverso la produzione di energia idroelettrica mediante pompaggio; la modernizzazione delle reti irrigue, la riduzione delle perdite idriche, la digitalizzazione ed il monitoraggio intelligente degli alvei sono infine garanzia di sostenibilità in una fase storica che dimostra come le risorse idriche debbano essere preservate e non diventare inumani target bellici: Save water, No war!”.

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