Estensione del ghiaccio artico ai minimi storici

L’allarme da un report della Nasa
1 Aprile 2026
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Ghiaccio artico colab

Proprio nel momento in cui l’estensione della calotta glaciale artica ha raggiunto il suo apice nel corso dell’anno, al termine del lungo inverno, gli scienziati della Nasa e del National Snow and Ice Data Center (Nsidc), hanno rilevato il livello più basso di estensione del ghiaccio artico da quando nel 1979 fu avviato il monitoraggio satellitare.

Nel dettaglio, l’estensione del ghiaccio artico ha raggiunto, il 15 marzo 2026, una superficie di 14,29 milioni di chilometri quadrati, un dato leggermente inferiore anche rispetto al record negativo toccato nel 2025, quando si raggiunsero 14,31 milioni di chilometri quadrati. Un dato indubbiamente allarmante, ma non è l’unico. Oltre all’estensione complessiva, infatti, gli scienziati hanno rilevato cambiamenti anche nello spessore del ghiaccio artico: “Dai dati provenienti dalle rilevazioni satellitari emerge che buona parte del ghiaccio artico quest’anno ha uno spessore inferiore rispetto al passato specie nell’area del Mar di Barents”, ha detto Nathan Kurtz, responsabile del dipartimento di scienza della criosfera presso la Nasa.

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Nel report dell’Agenzia spaziale americana viene specificato che l’estensione del ghiaccio artico quest’anno risulta di 1,3 milioni di chilometri quadrati inferiore rispetto alla media registrata nel periodo compreso tra il 1981 e il 2010. Un dato che sottolinea il progredire incessante degli effetti dei cambiamenti climatici a cui le attività antropiche contribuiscono in maniera considerevole e che proprio nella regione artica hanno un impatto più intenso.

Oltre allo scioglimento del ghiaccio artico, un altro effetto evidenziato dalla Nasa è la minore quantità di ghiaccio nuovo che si forma durante la stagione invernale, che si traduce nella riduzione della massa complessiva di ghiaccio pluriennale. Gli effetti della progressiva riduzione del ghiaccio sono molteplici: dall’innalzamento del livello del mare alla perdita di habitat marini con conseguente minaccia per diverse specie. Ma non solo. La diminuzione della superficie di ghiaccio marino, che per sua natura riflette la radiazione solare, libera una maggiore superficie di acqua marina esposta che assorbe più calore sciogliendo più rapidamente il ghiaccio in una sorta di circolo vizioso.

Senza contare, inoltre, che lo scioglimento dei ghiacci marini altera la corrente a getto, provocando la formazione di eventi atmosferici estremi come alluvioni, ondate di calore e siccità. Ad avvalorare le rilevazioni della Nasa, diversi studi scientifici, tra i quali uno pubblicato dalla rivista Nature, secondo il quale, entro il 2050 le acque marine artiche, al termine della stagione estiva, saranno del tutto prive di ghiaccio, anche in presenza di scenari di basse emissioni di gas a effetto serra. Un evento che avrebbe importanti ripercussioni non solo sull’ecosistema della regione artica, ma anche a livello planetario.

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