Il pianeta sta bruciando le tappe, e non in senso figurato. Secondo un nuovo studio scientifico, il ritmo del riscaldamento globale è aumentato drasticamente nell’ultimo decennio, arrivando quasi a raddoppiare rispetto ai decenni precedenti. Se negli anni ’70 la temperatura della Terra cresceva di circa 0,2 °C per decennio, oggi viaggiamo a una velocità stimata di 0,35 °C ogni dieci anni.
La prova dell’accelerazione
La ricerca, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters dai ricercatori Grant Foster e Stefan Rahmstorf, affronta uno dei dibattiti più accesi tra i climatologi: il riscaldamento globale sta davvero accelerando o stiamo solo vivendo una serie di anni sfortunati? Analizzando i dati di cinque diversi database globali (tra cui quello della Nasa), gli esperti hanno rimosso il “rumore” di fondo causato da fattori naturali come le eruzioni vulcaniche, i cicli solari e il fenomeno meteorologico El Niño.
Il risultato è inequivocabile: una volta puliti i dati dalle fluttuazioni naturali, l’accelerazione emerge con una sicurezza statistica superiore al 98%. Gli scienziati indicano il 2015 come l’anno di svolta, il momento in cui la curva del calore ha iniziato a impennarsi in modo significativo rispetto al passato.
Il traguardo di 1,5 °C sempre più vicino
Questa accelerazione ha conseguenze dirette e allarmanti sugli obiettivi internazionali. Gli Accordi di Parigi miravano a limitare l’aumento della temperatura a 1,5 °C rispetto all’era preindustriale. Tuttavia, se il ritmo attuale dovesse continuare, supereremo questa soglia critica già entro il 2030.
È importante sottolineare che gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati. Nel 2024, la temperatura globale ha già superato la soglia di 1,5 °C per un singolo anno, anche se per violare ufficialmente il limite degli accordi internazionali tale valore deve essere mantenuto come media per un periodo di vent’anni.
Perché il pianeta corre così tanto?
Una delle ipotesi principali dietro questa accelerazione la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Per decenni, le particelle inquinanti prodotte dalle industrie e dai trasporti (gli aerosol) hanno agito come uno “scudo”, riflettendo parte della luce solare nello spazio e mitigando l’effetto serra. Con l’introduzione di leggi più severe per la pulizia dell’aria, specialmente nel settore dei trasporti marittimi e in Paesi come la Cina e il Messico, questo scudo si è indebolito, permettendo a una maggiore quantità di calore di raggiungere la superficie terrestre.
Impatti regionali e crisi umanitaria
L’accelerazione non è uniforme in tutto il mondo. Sono stati individuati dei “punti caldi” dove il riscaldamento corre più veloce che altrove, come il sud-est della Cina e il sud-est del Messico. Le conseguenze sono già visibili e drammatiche: l’aumento delle temperature sta rendendo eventi come inondazioni, tempeste e siccità sempre più estremi. Solo nel 2025, milioni di persone in tutto il mondo sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa di disastri legati al clima.
“Abbiamo ancora meno tempo ora che il tasso di riscaldamento è accelerato”, ha avvertito Stefan Rahmstorf. La scienza è chiara: il riscaldamento globale si fermerà solo quando l’umanità raggiungerà le emissioni nette zero di Co2. Tuttavia, una volta raggiunto il calore accumulato, sarà quasi impossibile tornare indietro; possiamo solo fermare l’ulteriore aumento.
In un clima politico ed economico globale incerto, la sfida è senza precedenti. Se non saranno considerate prioritarie le riduzioni drastiche delle emissioni, la velocità con cui il nostro mondo sta cambiando potrebbe superare la nostra capacità di adattamento.