Dieci Paesi Ue hanno già superato il primo target europeo sulla raccolta separata delle bottiglie in plastica monouso, mentre la media dell’Unione si ferma al 71%. Sei di questi hanno già raggiunto anche la soglia del 90% prevista per il passaggio successivo. L’Italia resta sotto il primo obiettivo intermedio, al 67,03%.
È da qui che parte il primo report europeo sulla direttiva Single-Use Plastics: non da una valutazione generale sull’intera applicazione della norma, ma da tre indicatori per i quali esistono dati confrontabili trasmessi dagli Stati membri. Il documento, costruito sui numeri del 2022, misura la raccolta separata delle bottiglie per bevande in plastica monouso, il consumo di contenitori alimentari e bicchieri monouso, e la quantità di attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato e raccolti come rifiuto. La funzione dichiarata è quella di creare una baseline per i monitoraggi successivi.
Il chiarimento è essenziale perché il report non dice, in assoluto, quali Paesi siano pienamente “in regola” con tutta la direttiva 2019/904. Dice invece dove, su alcuni capitoli chiave, i target risultano già raggiunti e dove no; per il resto, registra il livello di partenza da cui Bruxelles misurerà gli sviluppi dei prossimi anni. La conformità giuridica degli Stati membri resta infatti un capitolo separato, che passa dal recepimento nazionale e, quando necessario, dalle procedure di infrazione.
Il perimetro del confronto
La struttura del documento segue gli obblighi di reporting previsti dall’articolo 13 della direttiva 2019/904. Il report esamina i dati trasmessi dagli Stati membri per il 2022 e li organizza in quattro blocchi:
- quantità immesse sul mercato di contenitori alimentari e bicchieri,
- misure adottate per ridurne il consumo,
- raccolta separata delle bottiglie per bevande in plastica monouso,
- quantità di attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato e raccolti come rifiuto.
La Commissione precisa, inoltre, che il report serve anche a valutare qualità, completezza, affidabilità e coerenza dei dati ricevuti. Non è dunque una pagella politica sulla direttiva nel suo complesso, ma un esame del primo ciclo di reporting previsto dalla norma.
Lo stesso testo chiarisce che i confronti tra Paesi vanno trattati con cautela, perché i metodi usati per raccogliere e verificare i dati non sono ancora pienamente uniformi. La Commissione scrive che le informazioni “devono essere considerate con cautela” proprio per le differenze metodologiche e per alcuni problemi di accuratezza, e aggiunge che i confronti tra Stati, soprattutto sui valori pro capite, possono non essere sempre pienamente significativi. È un’avvertenza che non svuota il report, ma ne delimita la portata: i dati sono abbastanza solidi da fornire un quadro europeo, ma non ancora tali da trasformare ogni scarto nazionale in un giudizio esaustivo sulla qualità complessiva del sistema.
Il capitolo che consente già un confronto più immediato è quello delle bottiglie. Qui la direttiva prevede un target del 77% di raccolta separata e una soglia successiva del 90%; il report registra che nel 2022 nell’Ue erano state immesse sul mercato 2,54 milioni di tonnellate di bottiglie per bevande in plastica monouso e che la raccolta separata si è fermata a 1,8 milioni di tonnellate, pari al 71%. Su questa base, la Commissione individua dieci Paesi già oltre il primo target: Estonia, Polonia, Finlandia, Germania, Danimarca, Svezia, Lituania, Croazia, Slovacchia e Belgio. Sei di questi (Estonia, Polonia, Finlandia, Germania, Danimarca e Svezia) hanno già raggiunto anche il 90%.
Nel report emerge anche un secondo elemento, che riguarda gli strumenti adottati. La Commissione osserva che i Paesi con tassi elevati di raccolta “generalmente adottano sistemi di deposito cauzionale e rimborso”. Nelle tabelle di dettaglio, molti dei Paesi che superano il 77% risultano infatti associati a un Deposit and Refund System già in funzione. Il documento non presenta questa correlazione come una raccomandazione formale, ma la mette a disposizione come dato di realtà: i sistemi con i risultati più alti tendono a coincidere con quelli che hanno introdotto un meccanismo strutturato di restituzione del contenitore.
Sugli altri capitoli il report svolge soprattutto una funzione di misurazione iniziale. Per contenitori alimentari e bicchieri monouso i numeri 2022 definiscono il livello di partenza da cui verranno verificate le riduzioni future. Nei 20 Stati membri che hanno comunicato i dati in peso sono state registrate 524.003 tonnellate di contenitori alimentari e 152.037 tonnellate di bicchieri, equivalenti rispettivamente a 1,60 e 0,46 chilogrammi pro capite. Dove i dati sono stati trasmessi in numero di pezzi, il report segnala 111 miliardi di contenitori alimentari e 17 miliardi di bicchieri. La direttiva impone agli Stati di ottenere una riduzione “ambiziosa e sostenuta” dei consumi tra 2022 e 2026; questo primo report non misura ancora se tale riduzione sia avvenuta, ma fissa la base numerica da cui verrà valutata.
Il documento registra anche quali misure siano state usate con maggiore frequenza dai governi per intervenire su questi flussi. Tra le più diffuse compaiono gli strumenti economici, gli obblighi di responsabilità estesa del produttore, le campagne di sensibilizzazione, la promozione di alternative sostenibili e gli strumenti di acquisti pubblici verdi. Inoltre, 14 Stati membri hanno comunicato l’adozione di obiettivi quantitativi di riduzione dei contenitori e dei bicchieri immessi sul mercato. È un dato utile perché mostra che, almeno su questo fronte, il monitoraggio non riguarda solo le quantità finali, ma anche l’assetto delle politiche nazionali messe in campo per spostare il consumo.
Il terzo asse del report riguarda gli attrezzi da pesca contenenti plastica. Nel 2022, secondo i dati trasmessi da 23 Stati membri, sul mercato europeo sono state immesse 22.900 tonnellate di attrezzi da pesca con componenti plastiche; in 20 Stati membri sono state raccolte come rifiuto 7.500 tonnellate, pari a un tasso di raccolta del 32,7%. Anche qui il report non produce una classifica politica tra Paesi, perché la direttiva non prevede ancora un target europeo vincolante come nel caso delle bottiglie. Però chiarisce che questi dati costituiranno la base per valutare eventuali ulteriori misure nell’ambito della futura revisione della direttiva.
Italia sottosoglia
Per l’Italia, il dato che emerge dal report riguarda la raccolta separata delle bottiglie per bevande in plastica monouso: nel 2022 il valore comunicato a Bruxelles è del 67,03%, quindi sotto il target del 77% fissato dalla direttiva. Su questo indicatore il sistema italiano resta sotto la prima soglia europea già misurabile.
Accanto al profilo dei risultati resta aperto il capitolo del recepimento normativo. Nel pacchetto infrazioni di marzo 2026, la Commissione europea ha inviato a Roma un parere motivato contestando la trasposizione non completa o non corretta di alcune disposizioni della direttiva 2019/904. Tra i punti richiamati figurano le misure di riduzione del consumo, i divieti di immissione sul mercato di determinati prodotti, i requisiti di marcatura e i regimi di responsabilità estesa del produttore.
Il parere motivato rappresenta una fase avanzata della procedura di infrazione e precede un eventuale deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea in caso di mancato adeguamento. Sul piano documentale, il monitoraggio dei risultati e la procedura sul recepimento restano distinti: il primo registra la distanza dal target sulle bottiglie, il secondo riguarda la conformità dell’ordinamento nazionale agli obblighi della direttiva.