A due settimane dall’entrata in vigore, potrebbero arrivare nuove deroghe al divieto di circolazione per le auto diesel Euro 5, previsto dal 1° ottobre 2026 nel bacino padano. Quello che doveva essere un calendario coordinato tra quattro Regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto) si è trasformato in un mosaico di decisioni differenti.
Ad oggi, 15 settembre 2026, la misura strutturale è formalmente confermata solo nei grandi centri urbani della Lombardia, mentre il Piemonte l’ha cancellata, l’Emilia-Romagna l’ha sospesa e il Veneto resta in attesa dell’atto definitivo di rinvio.
Il quadro nazionale e il margine delle misure alternative
La cornice di riferimento nasce dal decreto-legge 121 del 2023, modificato dalla legge 105 del 18 luglio 2025. Il provvedimento aveva stabilito il rinvio al 1°ottobre 2026 dell’obbligo di inserire nei piani regionali di tutela dell’aria lo stop ai veicoli diesel Euro 5, concentrando le restrizioni sui Comuni con più di 100 mila abitanti dotati di adeguata rete di trasporto pubblico e caratterizzati da ripetuti sforamenti dei limiti di particolato fine e biossido di azoto.
La legislazione statale non impone tuttavia un divieto rigido e uniforme per l’intero territorio. La norma consente infatti alle singole Regioni di evitare il blocco del traffico a condizione di predisporre e notificare un pacchetto di interventi alternativi capaci di garantire riduzioni emissive equivalenti. È proprio questa clausola di flessibilità ad aver determinato l’attuale asimmetria tra i territori del bacino padano.
Lombardia tra divieto vigente e richieste di proroga
Ad oggi, la Lombardia rimane l’unica Regione in cui è confermato il blocco strutturale delle autovetture private Euro 5 diesel. In base alle delibere regionali attuative della legge 105, il divieto scatta il 1°ottobre 2026 nei centri urbani di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Il divieto riguarda la fascia oraria 7:30-19:30, dal lunedì al venerdì feriali, con efficacia estesa a tutto l’anno solare e non limitata alla sola stagione invernale.
Nelle ultime ore, tuttavia, il quadro lombardo è stato investito da un forte dibattito politico. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha formalmente sollecitato una proroga del blocco, sostenendo che il provvedimento rischierebbe di colpire pesantemente circa mezzo milione di cittadini privi della capacità economica per sostituire la propria vettura. Si stima che la proroga possa escludere dal fermo oltre 400mila veicoli.
Fino a quando non interverrà un provvedimento legislativo o una delibera di giunta formale accompagnata da misure compensative, la data del 1°ottobre resta comunque quella legalmente vincolante. L’unica deroga individuale operativa per circolare resta l’adesione al servizio MoVe-In, che tramite l’installazione di una scatola nera telematica concede un tetto massimo di chilometri percorribili all’anno all’interno delle aree soggette a restrizione. Non è da escludere, tuttavia, che in queste due settimane la proroga allo stop venga messa nero su bianco.
Piemonte ed Emilia-Romagna: le misure compensative
Su una linea opposta si è mosso il Piemonte, che già in estate ha formalizzato il superamento definitivo dello stop strutturale previsto per oltre 300 mila vetture nell’area metropolitana di Torino e nella città di Novara.
La giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Piano per la qualità dell’aria ricorrendo a un corposo ventaglio di misure compensative. Il pacchetto include 14 milioni di euro destinati a incentivare l’uso dei biocarburanti puri come l’Hvo, contributi chilometrici annuali per i rifornimenti a basso impatto, sistemi di regolazione semaforica gestiti con intelligenza artificiale per fluidificare il traffico, rottamazione delle caldaie a biomassa più inquinanti e interventi mirati a contenere le emissioni agricole di ammoniaca.
A inizio settembre, anche l’Emilia-Romagna ha modificato la propria strategia. La Regione, che pure a fine luglio aveva approvato una legge per dare attuazione allo stop nei nove Comuni con oltre 100 mila residenti, ha comunicato tramite Arpae la decisione di sospendere il blocco strutturale dei diesel Euro 5 scatenando le proteste degli ambientalisti.
La compensazione ambientale si concentrerà su altri fattori: il posticipo dell’accensione del riscaldamento civile al 1°novembre nei Comuni di pianura, il divieto di utilizzo delle stufe a biomassa inferiori alla classe a 5 stelle durante le allerte e l’estensione delle fasce orarie per le misure emergenziali di traffico. Gli automobilisti devono comunque tenere presente che, in presenza di allerte per il superamento continuativo dei limiti di Pm10, le restrizioni temporanee potranno ancora estendersi fino agli Euro 5.
Il Veneto e la cautela per gli automobilisti
In Veneto la situazione si trova in una fase di transizione amministrativa. I testi vigenti recepiscono ancora la decorrenza del 1°ottobre 2026 per i Comuni capoluogo oltre i 100 mila abitanti come Venezia, Verona, Padova e Vicenza.
Tuttavia, gli uffici regionali stanno completando l’iter per rinviare l’applicazione al 2027 attraverso un piano di interventi alternativi che comprende agevolazioni per le conversioni Dual Fuel e incentivi alla mobilità flessibile. In attesa della pubblicazione dell’atto sul Bollettino Ufficiale, il divieto non può considerarsi formalmente cancellato, sebbene il dibattito vada nella stessa direzione delle altre Regioni confinanti.
Per i proprietari di veicoli alimentati a gasolio la regola fondamentale resta la verifica puntuale della carta di circolazione: l’omologazione Euro 5 non coincide genericamente con l’anno di acquisto, ma deve essere ricavata dai codici delle direttive comunitarie riportati sul documento. Inoltre, le limitazioni in arrivo nel 2026 riguardano specificamente le autovetture per il trasporto persone, mentre i veicoli commerciali leggeri e pesanti seguiranno scadenze differite agli anni successivi.
Prima di mettersi in viaggio nei capoluoghi del bacino padano, la consultazione delle ordinanze comunali e dei portali regionali dedicati alla qualità dell’aria rimane il passaggio indispensabile per non incorrere in sanzioni amministrative.
