Creta si tinge di rosso: un morto, pini sradicati e voli bloccati per la tempesta “Erminio”

L'evento meteorologico si è trasformato in un'emergenza di protezione civile
2 Aprile 2026
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Creta
Il porto di Ierapetra durante una tempesta di sabbia sull'isola greca di Creta (Afp)

L’isola di Creta si è risvegliata sotto un cielo tetro arancione e rosso. Un’atmosfera spettrale, un po’ marziana, dovuta a una massiccia nube di povere e sabbia sahariana trasportata da quella che è denominata come “Tempesta Erminio”. L’evento meteorologico, iniziato ieri, si è trasformato rapidamente in un’emergenza di protezione civile. La tempesta ha già causato una vittima, diversi danni strutturali e il caos nei trasporti con diversi voli bloccati.

Uomo creta afp
Un uomo cammina nel porto di Ierapetra durante una tempesta di sabbia sull’isola greca di Creta il 1° aprile 2026 (Afp)

L’inferno su Creta: tornado, visibilità zero e voli dirottati

La tempesta ha colpito duramente le principali città dell’isola, tra cui Heraklion, Rethymno e Chania. La concentrazione di polvere nell’aria ha raggiunto livelli critici, superando i 1.000 microgrammi per metro cubo, una densità eccezionalmente alta che ha spinto gli esperti a raccomandare massima cautela per i soggetti vulnerabili.

La visibilità è scesa al di sotto dei 1.000 metri, costringendo le autorità aeroportuali a bloccare o dirottare i voli. Un volo della British Airways proveniente da Londra è stato reindirizzato a Corfù, mentre un collegamento della Sky Express da Bruxelles è dovuto atterrare ad Atene.

Sulla terraferma, la furia di Erminio si è manifestata con un potente tornado nella zona costiera di Pachia Ammos. Il turbine ha ribaltato un camion carico di prodotti agricoli, sradicato due pini, distrutto serre e causato il crollo di un muro in una fabbrica. A Ierapetra, le onde spinte da forti venti meridionali hanno invaso le abitazioni del centro storico.

Donna creta afp
Una donna cammina nel porto di Ierapetra durante una tempesta di sabbia sull’isola greca di Creta il 1° aprile 2026 (Afp)

Tragedia nell’Attica e misure governative drastiche

Il bilancio umano della tempesta registra purtroppo la morte di un cittadino polacco nel sobborgo di Nea Makri, a nord-est di Atene. L’uomo è stato travolto dalle acque alluvionali mentre cercava di fuggire dalla propria abitazione allagata ed è stato ritrovato senza vita sotto un’auto.

In risposta all’emergenza, il Ministero del Lavoro greco ha imposto misure senza precedenti valide già a partire da ieri 1° aprile 2026:

  • Sospensione obbligatoria del lavoro all’aperto (edilizia, cantieri navali, consegne a domicilio) dalle 18:00 alle 22:00.
  • Sanzioni pesanti: le aziende che violano il fermo rischiano multe di 2.000 euro per ogni dipendente.
  • Chiusura delle scuole in diverse regioni, inclusa l’Attica, e traghetti ormeggiati nei porti per i venti di burrasca.
Porto creta Afp
Un uomo sulla banchina del porto di Ierapetra durante una tempesta di sabbia sull’isola greca di Creta il 1° aprile 2026 (Afp)

Cos’è la tempesta Erminio?

La tempesta Erminio, altro non è che l’ennesimo fenomeno meteorologico estremo, un evento atmosferico che presenta intensità, durata o frequenza insolite rispetto ai modelli storici. E non è un caso isolato: secondo il rapporto Copernicus, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato sia a livello globale che europeo. Il riscaldamento globale sta accelerando drasticamente: l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C potrebbe essere raggiunto entro la fine di questo decennio, con oltre dieci anni di anticipo rispetto alle previsioni iniziali.

L’accumulo di gas serra e le temperature superficiali dei mari a livelli record alimentano tempeste sempre più violente e frequenti.

Il costo dell’inazione: 500 miliardi di euro all’anno

L’Europa si trova ad affrontare rischi economici mastodontici. La Banca centrale europea (Bce) ha avvertito nelle scorse settimane che, senza strategie di adattamento, solo l’innalzamento del livello dei mari potrebbe costare all’Unione europea fino a 500 miliardi di euro all’anno entro il 2080. Il dato è allarmante se si considera che il 65% dell’economia mondiale e 12 delle 15 megalopoli globali si trovano entro 100 chilometri dalle coste, Creta inclusa.

L’innalzamento del mare è passato da 1,7 mm all’anno nel secolo scorso a oltre 3,7 mm all’anno attuali, con scenari estremi che ipotizzano un innalzamento di oltre due metri entro il 2100.

L’importanza di barriere naturali

Per contrastare questa deriva, l’Unione europea sta già implementando il programma Life attraverso le Nature-based Solutions (NbS), ovvero soluzioni basate sulla natura che fungono da “ammortizzatori” contro le tempeste. Alcuni esempi sono il ripristino di 1.100 ettari di paludi salmastre per proteggere le coste dalle mareggiate in Francia o la conservazione delle praterie di posidonia in Spagna, fondamentali per smorzare l’energia delle onde e stoccare il “carbonio blu”.

La tragedia di Creta è un monito: proteggere gli ecosistemi marini e terrestri non è più solo una scelta ambientale, ma una necessità economica per garantire la sicurezza dei cittadini europei. I pescatori locali hanno già lanciato l’allarme sul fatto che il porto rimane non protetto e insicuro. Inoltre, le strade costiere e le aree vicino a fabbriche e serre sono considerate ad alto rischio.

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