‘Fratello Sole‘: è il titolo del motu proprio con cui Papa Francesco, nel 2024, chiedeva la realizzazione di un impianto agrivoltaico destinato a garantire “il completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano” nella zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria. Il riferimento è alla stella che rende possibile la vita sulla Terra, ma anche a un’idea di transizione energetica coerente con i principi espressi nell’enciclica Laudato si’ e con l’impegno della Santa Sede nella lotta contro il cambiamento climatico. Un impegno che sta per diventare molto concreto. Leone XIV, infatti, intende proseguire nel solco del suo predecessore, e ne sta portando avanti l’idea.
Già pochi mesi dopo l’ascesa del Papa americano al soglio pontificio, infatti, nel luglio 2025 Vaticano e Italia hanno firmato un accordo per disciplinare la costruzione dell’impianto e le modalità di connessione alla rete elettrica italiana. L’intesa, entrata ufficialmente in vigore il 27 maggio 2026, regola gli aspetti tecnici, fiscali e amministrativi del progetto, prevedendo in particolare il mantenimento dell’uso agricolo dei terreni interessati. Da qui la scelta dell’agrivoltaico.
Cos’è un impianto agrivoltaico
Un impianto agrivoltaico è un sistema che permette di usare lo stesso terreno sia per coltivare sia per produrre energia solare. I pannelli fotovoltaici vengono installati sopra o tra le colture, lasciando spazio alle attività agricole. In questo modo il suolo continua a produrre cibo, ma genera anche energia rinnovabile. In alcuni casi, i pannelli possono proteggere le coltivazioni da sole eccessivo, grandine o siccità.
Dove sorgerà l’impianto vaticano
La zona individuata è Santa Maria di Galeria, circa 430 ettari nella campagna romana poco fuori Roma – zona nord ovest -, ed è dieci volte più grande di Città del Vaticano. L’area ospita già da decenni le infrastrutture di Radio Vaticana, l’emittente ufficiale della Santa Sede, e costituisce una zona extraterritoriale del Vaticano: pur essendo in territorio italiano, gode di speciali garanzie e privilegi.
L’accordo con l’Italia
A inizio di questo mese, Leone XIV ha creato la fondazione ‘Fratello Sole’ con l’incarico di seguire la realizzazione del progetto, mentre il 10 giugno è stato firmato un accordo tra Vaticano e Acea, la multiutility romana attiva nella gestione dell’acqua e dell’energia elettrica, per la “definizione, strutturazione e progressiva attuazione dell’impianto agrivoltaico”.
L’obiettivo è realizzare l’opera nel rispetto della sostenibilità ambientale lungo l’intero ciclo di vita delle infrastrutture, adottando soluzioni capaci di preservare l’uso agricolo del suolo, mantenere l’equilibrio idrogeologico dell’area, ridurre l’impatto sul territorio e tutelare il patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico. Secondo le stime circolate, l’impianto potrebbe raggiungere una potenza vicina ai 100 MW.
Il Vaticano, riporta Associated Press, non beneficerà degli incentivi italiani per il fotovoltaico, ma sarà esentato da alcune imposte sull’importazione dei pannelli. Nel caso in cui venisse prodotta energia in eccesso, questa potrà essere messa a disposizione del territorio circostante.
Se l’obiettivo sarà centrato, lo Stato della Città del Vaticano diventerà il primo al mondo interamente alimentato da fonti rinnovabili.
