Bonus ristrutturazioni 2027: perché conviene fare i lavori prima che arrivi il nuovo anno

Alcune agevolazioni fiscali subiranno una stretta importante, mentre altre spariranno del tutto
2 Settembre 2026
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Ristrutturare Casa Canva
Impalcatura per ristrutturare l'esterno di una casa_Canva

Dal 2027 ristruttura casa potrebbe essere meno conveniente. Nonostante la necessità di ammodernare il patrimonio immobiliare italiano e migliorare l’efficienza energetica degli edifici, i bonus  ristrutturazioni subiranno una stretta a fine anno, mentre alcune agevolazioni fiscali spariranno del tutto.

Ecco che lavori conviene fare entro il 31 dicembre 2026, salvo interventi specifici nella Legge di bilancio 2027.

Bonus lavori prima casa dal 50% al 36%

La prima modifica importante riguarderà il quadro normativo: l’intero capitolo sulle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie passerà dall’articolo 16 bis all’articolo 17 del nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir). Come previsto dalla norma, in assenza di eventuali modifiche legislative, dal 2027 il bonus per i lavori sulla prima casa passerà dal 50% al 36% e il tetto annuale dello sconto si dimezzerà dagli attuali 96mila euro a 48mila euro.

Seconde case e altri immobili

Diversa la situazione per quanto riguarda le seconde case o altre tipologie di immobili. Oltre alle seconde e terze case destinate alle vacanze, in quest’ultima categoria rientrano gli appartamenti concessi in locazione a terzi, le case disabitate, gli immobili ereditati e, a seconda del perimetro applicativo dell’agevolazione, anche gli immobili non residenziali o strumentali all’attività d’impresa, come uffici, negozi o laboratori.

Per questi immobili, dal prossimo anno la percentuale di detrazione si ridurrà dal 36% al 30%, valore che dovrebbe rimanere invariato fino alla sua cessazione definitiva, tra il 2032 e il 2033.

A prescindere dalla tipologia dell’immobile, l’agevolazione fiscale spetta ai soggetti che sostengono le spese e che possiedono un titolo sull’immobile ristrutturato. Oltre ai titolari, il beneficio può essere sfruttato anche da titolari di altri diritti reali, inquilini in affitto e comodatari, purché siano stati loro ad affrontare la spesa.

Cosa succede all’Ecobonus

Salvo proroghe, anche l’Ecobonus è destinato a sparire, ma dal 1° gennaio 2028.

Si tratta di un contributo importante per ridurre i consumi delle case, perché copre vari interventi di efficientamento energetico come l’installazione di pompe di calore, la sostituzione di infissi e l’isolamento termico degli immobili.

In base alle regole attuali, l’agevolazione consente una detrazione Irpef (o Ires, in caso di società) da ripartire in 10 rate annuali di pari importo. Per quanto riguarda le spese sostenute nel corso del 2025 e del 2026, la detrazione è del 36%, elevata al 50% in caso di prima casa. Nel 2027, invece, il bonus scenderà al 30%, elevato al 36% per lavori svolti sull’abitazione principale.

Conto termico: addio alla detrazione spalmata negli anni

Oltre alla riduzione dell’aliquota, ulteriori novità sull’Ecobonus potrebbero riguardare la modalità di erogazione con l’introduzione del meccanismo del Conto termico.

Con questo sistema, l’agevolazione fiscale non sarebbe più spalmata negli anni sotto forma di detrazione Irpef: il bonus verrebbe riconosciuto immediatamente a titolo di rimborso parziale sulle spese sostenute. L’obiettivo è permettere anche alle famiglie con redditi più bassi di poter fare interventi edilizi aggirando il problema della capienza fiscale e della disponibilità immediata di denaro. D’altro canto, il Conto termico prevede criteri di accesso piuttosto stringenti e questo potrebbe portare a limitare il numero degli interventi di decarbonizzazione.

La differenza con il Conto termico già in vigore

Il Conto termico 3.0 attualmente in vigore è un incentivo strutturale gestito dal Gse (Gestore dei servizi energetici) focalizzato sulla produzione di energia termica da fonti rinnovabili (come pompe di calore e biomasse) ed è accessibile sia da privati che dalla Pubblica Amministrazione.

Il “nuovo” Conto termico per il 2028 mira a replicare questo meccanismo, spostando e ampliando l’oggetto degli interventi esclusi dal Conto termico tradizionale. Potrebbero rientrare nel meccanismo anche l’isolamento termico (cappotto) e la sostituzione degli infissi.

Come cambia il Sismabonus

Anche il Sismabonus che, insieme all’Ecobonus, resterà in vigore per almeno fino al 31 dicembre 2027, cambia pelle. Già dal 2025 è scattata una prima stretta con le aliquote uniformate al bonus ristrutturazioni e tagliate al 50% (prima casa) o al 36% (seconda casa). L’Ecobonus è una detrazione fiscale che consente di scontare una parte delle spese sostenute per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone a rischio sismico 1, 2 o 3.

Addio bonus mobili?

Sembra destinato al capolinea a fine anno anche il Bonus mobili, che non è menzionato dall’articolo 17 del Tuir. La misura riconosce un contributo del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici a chi, tra il 2025 e il 2026, ha eseguito interventi di ristrutturazione.

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