“Sono orgoglioso di sostenere la Legge sulla protezione delle consegne per contrastare i subappalti abusivi e costruire un’economia che funzioni per tutti”: il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha ribadito il proprio sostegno ai rider con un nuovo post su Instagram. Il primo cittadino della “Grande Mela” vuole diffondere un’economia a misura d’uomo, dove la sostenibilità non riguardi solo il carburante utilizzato dalle flotte aziendali, ma anche i lavoratori.
La presa di posizione espressa via social accende i riflettori sul Delivery Protection Act, che potrebbe rappresentare un modello anche per gli altri Paesi e per l’Ue, intenzionata a ostacolare lo sfruttamento dei rider. Negli scorsi giorni, Mamdani ha pubblicato i risultati ottenuti grazie alla misure anti-sfruttamento già in vigore.
L’iter della Legge sulla protezione delle consegne
“Non tollereremo più il maltrattamento aziendale dei lavoratori in questi cinque distretti (ovvero in tutta New York, ndr.)”, ha annunciato a inizio anno Zohran Mamdani, eletto sindaco di New York due mesi prima, il 4 novembre 2025. A gennaio 2026, il primo sindaco musulmano della città ha avanzato una nuova azione legale contro un’app di consegne, l’ultima di una serie di interventi che negli ultimi anni hanno ridisegnato le regole del lavoro nella gig economy cittadina.
Solo a New York, il settore delle consegne conta tra 70.000 e 80.000 lavoratori app-based, in larga maggioranza immigrati, spesso privi delle tutele contrattuali riservate ai dipendenti.
Già prima di Mamdani (dal 2023), l’amministrazione cittadina aveva iniziato a costruire un pacchetto normativo che ha trasformato radicalmente questo settore, introducendo per la prima volta al mondo una paga minima garantita e un sistema di enforcement pensato per rendere effettiva la tutela dei rider.
Dalla teoria alla pratica: tre linee d’azione
L’impianto normativo newyorkese si muove lungo tre direttrici: paga minima garantita (Minimum Pay Rate), protezione delle mance (Tip Protections) e trasparenza sui pagamenti, unita a un sistema di controllo affidato al Department of Consumer and Worker Protection (Dcwp), l’agenzia municipale che vigila sul rispetto delle regole.
I numeri diffusi dall’amministrazione rendono l’idea dell’impatto avuto da queste misure. Nei primi sei mesi del 2026, da gennaio a luglio, i lavoratori delle consegne hanno incassato 104 milioni di dollari in mance, un valore, secondo l’amministrazione, raddoppiato rispetto al periodo precedente all’entrata in vigore delle nuove regole. Entro la fine dell’anno, i guadagni complessivi dei rider dovrebbero crescere di 180 milioni di dollari, corrispondenti in media a 2.287 dollari aggiuntivi per ogni lavoratore attivo nei cinque grandi distretti della città (detti “boroughs”). Sul fronte sanzionatorio, a gennaio 2026 le casse comunali hanno recuperato 5,2 milioni di dollari da Uber Eats, Fantuan e HungryPanda per violazioni della paga minima.
Come funziona la normativa nel dettaglio
Il perimetro della legge riguarda sia le app di consegna cibo — Uber Eats, DoorDash, Grubhub, Fantuan, HungryPanda — sia, dal 26 gennaio 2026, le app di consegna spesa come Instacart e Shipt. In totale, il Dcwp monitora oltre 60 app, per una platea stimata di 70.000-80.000 lavoratori.
Il primo pilastro è la paga minima (Local Law 115 del 2021, aggiornata negli anni successivi). Entrata in vigore nel 2023, prevede oggi — da aprile 2026 — una soglia di 22,13 dollari all’ora, escluse le mance, che copre il tempo attivo di consegna, incluso il viaggio verso il cliente e il tempo di attesa. Il tasso viene aggiornato annualmente in base all’inflazione: tra dicembre 2024 e dicembre 2025 l’adeguamento è stato del 3,2%.
Il secondo pilastro sono le protezioni sulle mance (Local Laws 107 e 108 del 2025), operative dal 26 gennaio 2026. Le app devono mostrare l’opzione della mancia al momento del checkout, non dopo la consegna come accadeva prima, con tre alternative obbligatorie: il 10%, un importo personalizzato o nessuna mancia. È vietato nascondere questa opzione o renderla difficile da selezionare. Come visto sopra, è proprio questa norma ad aver prodotto l’effetto più immediato.
Il terzo pilastro è la trasparenza sui pagamenti (Local Law 113): le aziende devono fornire dichiarazioni dettagliate su come vengono calcolati compensi e mance, e devono pagare i lavoratori entro sette giorni dal periodo di paga.
La tutale è stata estesa alla consegna della spesa (Local Laws 123 e 124), entrata in vigore sempre il 26 gennaio 2026: la paga minima di 22,13 dollari l’ora si applica anche a Instacart, Shipt e app simili, con l’aggiunta del diritto al pagamento settimanale per un numero più ampio di lavoratori contrattuali e un miglior accesso ai servizi igienici durante i turni.
Come si è arrivati a questo pacchetto normativo
Prima di oggi sono stati necessari diversi passaggi. Già nel 2021 il Consiglio cittadino (City Council) aveva approvato la Local Law 115 sulla paga minima, ma l’implementazione era slittata di due anni. Nel 2023 la paga minima garantita per le app di consegna cibo è entrata in vigore, rendendo New York la prima città al mondo a introdurre questo tipo di tutela per i rider. Nel 2025 il City Council ha approvato il resto del pacchetto — tip protections, trasparenza, estensione alla consegna della spesa. Il 26 gennaio 2026, sotto l’amministrazione Mamdani, tutte queste norme sono entrate contemporaneamente in vigore. Ad aprile 2026, la paga minima è stata aumentata a 22,13 dollari l’ora. A luglio 2026 l’amministrazione ha annunciato i primi risultati aggregati.
Alcuni osservatori sottolineano che Mamdani “si stia prendendo il merito” di leggi approvate, in parte, sotto l’amministrazione precedente guidata da Eric Adams. Polemiche a parte, Mamdani non ha inventato da zero l’impianto normativo, ma lo ha implementato, fatto rispettare attraverso l’enforcement e ha esteso le tutele a nuove categorie di lavoratori. Il sindaco di New York ha aumentato contestualmente ispezioni, sanzioni e azioni legali contro le aziende inadempienti.
Il Delivery Protection Act: la prossima frontiera
Oltre alle norme già operative, Mamdani sostiene una proposta ancora in discussione al City Council: il Delivery Protection Act. Il testo introdurrebbe un sistema di licensing per i magazzini “last-mile” e i centri di distribuzione, obbligherebbe aziende come Amazon ad assumere direttamente i lavoratori che effettuano le consegne e fisserebbe nuovi standard di sicurezza e formazione. L’obiettivo principale della nuova normativa, come ribadito dal sindaco su Instagram, è contrastare i subappalti abusivi.
Come da suo stile, Mamdani non ha usato mezzi termini: “Corporazioni come Amazon costruiscono modelli di business da miliardi di dollari isolandosi dalla responsabilità attraverso un sistema di subappalto abusivo”. E ancora: “Il Delivery Protection Act è una regolamentazione di buon senso che protegge i lavoratori delle consegne, salvaguarda le comunità in cui operano queste strutture e garantisce che le corporazioni che beneficiano del lavoro dei lavoratori siano responsabili delle conseguenze delle loro pratiche commerciali”.
Quando le leggi diventano realtà: l’enforcement e il ruolo del Dcwp
Il punto che distingue questa normativa da un semplice annuncio politico è il ruolo del Dcwp, che monitora la compliance attraverso ispezioni, report mensili e un sistema di segnalazione accessibile ai lavoratori, con strumenti che vanno dalle lettere di diffida alle sanzioni, fino alle azioni legali e alla revoca delle licenze.
Due casi rendono concreto questo meccanismo. Il primo riguarda Uber Eats, Fantuan e HungryPanda: a gennaio 2026 le tre aziende hanno pagato 5,2 milioni di dollari per violazioni della paga minima, con il reintegro di circa 10.000 lavoratori licenziati ingiustamente. Commentando l’accordo, Mamdani ha dichiarato: “Non porterà solo un vero sollievo a migliaia di newyorkesi, ma traccia una linea rossa contro gli abusi aziendali“.
Il secondo caso riguarda Motoclick, accusata di pagare i lavoratori solo 4,63 dollari l’ora, ben sotto la soglia minima. La città ha avviato un’azione legale per chiudere l’app, e Mamdani ha avvertito che “altre app potrebbero essere le prossime”.
Cosa significa per il futuro del lavoro app-based
Il modello newyorkese viene osservato con attenzione da altre metropoli statunitensi ed europee, in un momento in cui il confronto con la normativa europea sulla gig economy — inclusa la direttiva Ue sul lavoro tramite piattaforme — resta aperto.
Sotto il fronte della sostenibilità sociale, il caso newyorkese dimostra che il nodo non è tanto scrivere regole, ma costruire un apparato di enforcement capace di farle rispettare. In particolare, la trasparenza sui pagamenti può avere un impatto misurabile quasi immediato sui guadagni reali dei lavoratori.
“Alla fine di quest’anno, ci aspettiamo che i guadagni dei lavoratori delle consegne aumentino di oltre 180 milioni di dollari, una media di 2.287 dollari per ogni lavoratore che si impegna nei cinque distretti”, ha dichiarato Zohran Mamdani.
La domanda che resta aperta è se altre città seguiranno questo modello, oppure continueranno a lasciare che siano le app a scrivere, di fatto, le proprie regole.
