Perché la Spagna risparmia circa 10 euro in bolletta e noi no?

Anche se il prezzo del gas aumenta, la bolletta elettrica spagnola rimane stabile o addirittura cala
17 Giugno 2026
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Pedro sanchez premier spagna afp
Il premier spagnolo Pedro Sánchez (Afp)

In Spagna, le bollette dell’energia costano meno che nel resto d’Europa. Cosa c’è dietro questo dato? Una serie di scelte politiche che hanno cambiato le sorti del Paese e il portafoglio dei cittadini. A confermarlo è un recente report del think tank Ember, secondo il quale il massiccio investimento spagnolo nelle energie rinnovabili sta funzionando come un vero e proprio “scudo” contro le crisi internazionali.

Perché l’Italia paga il triplo?

Per capire l’entità del fenomeno, basta guardare i numeri di marzo 2026: mentre in Spagna il prezzo dell’elettricità all’ingrosso si è attestato su una media di 42 €/MWh, in Italia è schizzato a 143 €/MWh. In parole povere, noi paghiamo la luce tre volte più degli spagnoli.

La causa non è il caso, ma la dipendenza strutturale dal gas. In Italia, il prezzo del gas influenza il costo della luce per il 75% delle ore della giornata. In Spagna, questa influenza è crollata drasticamente: nel 2021 il gas “dettava legge” sui prezzi per il 52% del tempo, ma nei primi cinque mesi del 2026 questa percentuale è scesa ad appena il 9%.

Il segreto è nel “disaccoppiamento”

Ma come ha fatto la Spagna a “sganciarsi” dal gas? La chiave è una scelta politica ambiziosa avviata nel 2018 e rafforzata con i Piani Nazionali per l’Energia e il Clima del 2019 e 2024. Invece di limitarsi a gestire le emergenze, il governo ha puntato tutto sulla costruzione di parchi eolici e solari.

I risultati sono impressionanti: la quota di energia prodotta da sole e vento è passata dal 33% del 2021 al 42% del 2025. Grazie a questa abbondanza di energia pulita, la Spagna è riuscita a realizzare il cosiddetto “disaccoppiamento”: anche se il prezzo internazionale del gas aumenta (come accaduto con il recente choc del 75% dovuto alle tensioni tra Stati Uniti-Israele e Iran), la bolletta elettrica spagnola rimane stabile o addirittura cala, come successo ad aprile 2026.

Dalla crisi alla resilienza: la lezione del blackout del 2025

Il percorso non è stato privo di ostacoli. Nell’aprile del 2025, la penisola iberica ha subito un grave blackout che avrebbe potuto spingere i politici a fare un passo indietro verso i combustibili fossili. Al contrario, la reazione è stata un’ulteriore accelerazione green.

Per rendere la rete più sicura senza tornare al gas, la Spagna ha:

  • Aperto alle batterie: la capacità di accumulo di energia su larga scala è quadruplicata nel 2025 e si prevede un ulteriore raddoppio nel 2026. Queste batterie conservano l’energia del sole e del vento per usarla quando non c’è produzione.
  • Riformato la tecnologia: oggi, circa 6 GW di impianti rinnovabili forniscono servizi di stabilità alla rete che prima erano esclusiva delle vecchie centrali a gas.

Risparmi concreti per le famiglie

Questa non è solo una vittoria ambientale, ma una boccata d’ossigeno per l’economia domestica. Il rapporto Ember calcola che, grazie a questo scudo verde, una famiglia media spagnola risparmia oggi circa 10 euro al mese, ovvero il 19% della bolletta.

A questo risparmio strutturale si sono aggiunti interventi politici mirati, come il taglio dell’Iva sull’elettricità dal 21% al 10%, che ha tolto altri 8 euro mensili dai costi dei cittadini.

La sfida del futuro: “Elettrificare”

Nonostante i successi nel settore elettrico, la Spagna sa che la battaglia non è finita. La dipendenza totale dalle importazioni di petrolio e gas (soprattutto per auto e riscaldamento) è ancora al 71%, contro una media europea del 57%.

La visione politica spagnola ora punta tutto sull’elettrificazione: incentivare l’acquisto di auto elettriche e l’installazione di pompe di calore per “spostare” i consumi dai fossili verso quella rete elettrica che ormai è diventata pulita e conveniente. La lezione per l’Italia e per l’Europa è chiara: la transizione ecologica non è un costo insostenibile, ma l’unico modo per non essere più ostaggi della volatilità dei mercati energetici globali.

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