“Interrompere immediatamente tutte le attività all’aperto“. È l’avvertimento rivolto dalla Korea Meteorological Administration (Kma), alla popolazione delle aree più colpite dall’eccezionale ondata di caldo che sta attraversando il Paese. L’agenzia meteorologica sudcoreana in un comunicato ha definito “pericolosi” anche “gli ambienti chiusi privi di aria condizionata”, invitando le persone a raggiungere centri climatizzati o zone ombreggiate, bere regolarmente e restare a riposo.
Il caldo insomma ha ormai superato la soglia del semplice disagio, trasformandosi in un’emergenza sanitaria nazionale. Tanto che il governo ha introdotto proprio quest’anno una nuova categoria di “allerta di emergenza per il caldo”, attivata quando la temperatura percepita prevista raggiunge almeno 38 °C oppure quando quella effettiva tocca o superare i 39 °C.
Il record di 42,5 gradi a Yangsan
Domenica 2 agosto la città di Yangsan, nel Sudest del Paese, ha raggiunto 42,5 °C: si tratta del valore più alto osservato in Corea del Sud dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche moderne, avviate oltre un secolo fa. In diversi centri urbani le temperature hanno superato i 30 °C per cinque giorni consecutivi.
Il caldo estremo ha interessato soprattutto le regioni meridionali e sudorientali, ma si è progressivamente spostato anche verso ovest e verso la capitale. A Seoul è stata emessa per la prima volta un’allerta grave per ondata di calore, mentre oltre venti località sono state interessate dal livello più elevato di allarme.
Il caldo diventa un’emergenza sanitaria
Il bilancio umano dell’ondata di calore continua ad aggravarsi. Al 4 agosto le autorità sanitarie avevano collegato alle alte temperature 19 decessi, 13 dei quali riguardavano persone di almeno 80 anni. Dal 15 maggio, più di 2mila persone hanno inoltre ricevuto cure per patologie provocate dal caldo. Il presidente Lee Jae Myung ha definito la situazione un “disastro nazionale”, chiedendo una revisione del sistema di risposta alle emergenze climatiche.
Particolarmente esposti sono gli anziani, le persone con malattie croniche, chi vive in abitazioni piccole o prive di climatizzazione e i lavoratori costretti a trascorrere molte ore all’aperto: cantieri, attività agricole, consegne e trasporti diventano pericolosi quando il corpo non riesce più a disperdere il calore accumulato.
Il caldo ha cominciato a modificare anche la vita quotidiana. Diverse partite del campionato professionistico di baseball sono state cancellate, mentre le amministrazioni locali hanno aperto rifugi climatizzati, intensificato i controlli sulle persone vulnerabili e utilizzato autobotti per bagnare le strade e ridurre temporaneamente le temperature urbane.
Perché fa così caldo in Corea del Sud
Secondo la Kma, l’ondata è stata favorita dalla sovrapposizione dell’anticiclone del Pacifico settentrionale e dell’anticiclone tibetano, che hanno coperto la penisola coreana come un coperchio. I cieli sereni hanno inoltre favorito una forte radiazione solare diretta.
La Kma rileva anche che nelle aree sudorientali del Paese le temperature sono state ulteriormente accentuate dal favonio, o effetto föhn: quando il vento supera una catena montuosa, l’aria scende sul versante opposto diventando più calda e secca. Yangsan, situata in una zona interna e circondata da rilievi, risulta particolarmente esposta a questo meccanismo.
Anche le notti offrono sempre meno sollievo. Si parla di “notte tropicale” quando la temperatura minima non scende sotto i 25 °C. L’assenza di raffrescamento notturno aumenta lo stress sull’organismo, soprattutto quando le temperature elevate persistono per molti giorni consecutivi.
Le ondate di caldo sono più che raddoppiate
L’attuale emergenza si inserisce in una tendenza di lungo periodo. Per l’agenzia meteorologica coreana, negli ultimi cinque anni il Paese ha registrato mediamente 19 giorni di ondata di caldo all’anno, più del doppio rispetto agli otto giorni medi degli anni Settanta. In Corea del Sud viene classificata come giornata di ondata di calore quella in cui la temperatura massima raggiunge almeno 33 °C.
Il 2024 era già stato dichiarato l’anno più caldo mai registrato nel Paese. La temperatura media annuale aveva raggiunto 14,5 °C, circa due gradi sopra la media del precedente trentennio e nettamente oltre il record stabilito appena un anno prima. La Kma aveva indicato tra le cause anche l’eccezionale riscaldamento delle acque intorno alla penisola coreana.
I sistemi di alta pressione e il favonio spiegano quindi le caratteristiche immediate dell’ondata del 2026. Il riscaldamento globale, però, innalza la temperatura di partenza sulla quale agiscono questi fenomeni meteorologici, rendendo più probabili episodi di calore estremo, più lunghi e più intensi.
