Incidente ferroviario in Andalusia: come cambia il rischio tra i vari mezzi di trasporto

Il trasporto stradale rappresenta il 97% di tutte le morti nei trasporti dell’Ue
20 Gennaio 2026
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L'incidente ferroviario in Andalusia (Ipa/Ftg)

La tragedia ferroviaria in Andalusia, con almeno 39 vittime e oltre 120 feriti, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trasporti. Ma cosa dicono i dati quando confrontiamo treni, aerei, auto e navi? I numeri dicono che il trasporto ferroviario resta tra i più sicuri, con differenze sostanziali rispetto agli altri mezzi.​

Come cambia il tasso di mortalità

Secondo il rapporto annuale dell’European Transport Safety Council (Etsc) 2024, che analizza dati omogenei per l’Unione europea, il trasporto ferroviario presenta un tasso di mortalità nettamente inferiore rispetto al trasporto stradale. Per ogni viaggio medio nell’Ue, l’autobus registra un rischio di mortalità dieci volte inferiore rispetto all’auto. A loro volta, il treno e l’aereo condividono tassi di mortalità per passeggero-chilometro praticamente equivalenti, entrambi pari a 0,035 morti per 100 milioni di passeggeri-chilometro.

Eccezione fatta per le due ruote (a cui dedichiamo un paragrafo a parte più avanti), l’auto è il mezzo più pericoloso, mentre il pullman presenta un rischio intermedio, pari a circa il doppio rispetto a treno e aereo, che sono i mezzi più sicuri.

Nel dettaglio:

  • Bus/coach (autobus/pullman): 0,07 morti per 100 milioni di passeggeri-km
  • Rail (treno): 0,035 morti per 100 milioni di passeggeri-km
  • Air (aviazione civile): 0,035 morti per 100 milioni di passeggeri-km

Il trasporto stradale rappresenta il 97% di tutte le morti nei trasporti dell’Ue e oltre il 93% dei costi totali degli incidenti. Nel 2024, l’Italia ha registrato 173.364 incidenti stradali con 3.030 morti e 233.853 feriti, con un aumento del 4,1% rispetto al 2023. Gli occupanti di autocarri hanno subito un incremento drammatico: 146 decessi, con un balzo del 30,4% rispetto all’anno precedente.​​

Il primato della ferrovia e dell’aviazione

L’Agenzia europea per le ferrovie (Era) conferma che il trasporto ferroviario è il mezzo di trasporto terrestre più sicuro nell’Ue, con un tasso di mortalità per passeggeri simile a quello dell’aviazione. Anche considerando il macroperiodo 2012-2021, il tasso di mortalità per passeggeri ferroviari nell’Ue-27 è risultato significativamente inferiore a quello stradale.​

Per il trasporto aereo, i dati dell’International Air Transport Association (Iata) del 2024 mostrano 244 vittime a bordo rispetto alle 72 del 2023, con sette incidenti mortali su 40,6 milioni di voli. Il tasso complessivo di incidenti è stato di 1,13 per milione di voli, uno ogni 880.000 voli.​

Chi muore nel mezzo e chi viene investito

I dati Era distinguono tra vittime all’interno dei mezzi e vittime esterne. Nel periodo 2018-2022 nell’Ue-27, escludendo i suicidi, le vittime ferroviarie si differenziano tra: passeggeri, dipendenti ferroviari, utenti ai passaggi a livello e trasgressori. La maggior parte delle morti sui binari riguarda persone esterne al sistema: suicidi e trasgressori che attraversano illegalmente i binari.​

Nel 2023, gli incidenti ferroviari in Italia hanno causato 75 morti e 28 feriti, secondo i dati Ispra. Nel periodo 2010-2023, gli incidenti ferroviari gravi sono stati 1.559, con 924 morti e 563 feriti. Chiaramente, chi viaggia in treno ha un rischio di mortalità molto inferiore rispetto a chi viene coinvolto dall’esterno, ad esempio ai passaggi a livello o per attraversamenti illegali.​

Il trasporto marittimo

Un capitolo a parte merita il trasporto via mare, che presenta rischi più variabili. Secondo l’analisi dell’Etsc, il rischio di mortalità per i traghetti nell’Ue è da 4 a 8 volte superiore rispetto al trasporto ferroviario. Tra il 2019 e il 2023, il Mar Mediterraneo ha registrato una media di oltre 8 vittime all’anno a seguito di incidenti con navi registrate nell’Unione europea.

Motociclette, monopattini e…i piedi: i mezzi più pericolosi

Il rischio più elevato riguarda i veicoli a due ruote motorizzati. Secondo l’Etsc, il rischio di mortalità per ciclomotori (cilindrata massima 50cc) e le motociclette (cilindrata superiore a 50 cc) è venti volte superiore rispetto alle auto. Ciclisti e pedoni affrontano un rischio di mortalità da sette a nove volte superiore per distanza percorsa rispetto all’auto.​

In Italia, nel 2024, le vittime tra motociclisti sono state 830, con un aumento del 13,1% rispetto al 2023. Da segnalare anche i numeri dei monopattini elettrici, che hanno registrato 23 morti e 3.751 feriti, rispetto ai 21 morti e 3.195 feriti del 2023.​

Italia tra luci e ombre nel confronto europeo

L’Italia presenta dati contrastanti. Il primo dato da segnalare è che il Belpaese conta più auto per abitante tra i Ventisette: 694 auto ogni 1.000 abitanti (dati Istat 2023) contro una media europea di 571, anche a causa di una scarsa copertura di trasporto pubblico rispetto ai vicini europei.

A livello regionale, il tasso di mortalità stradale varia significativamente per regione: Umbria e Sardegna guidano con 7,2 morti ogni 100.000 abitanti, seguite da Trento (7,0) ed Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Puglia con oltre 6,0 (dati 2024).

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, il rapporto Era evidenzia variazioni significative tra gli Stati membri, ma l’Italia rientra tra quelli con livelli di sicurezza accettabili.

L’incidente in Andalusia

L’incidente ferroviario in Andalusia di domenica 18 gennaio 2026, con la collisione tra due treni ad alta velocità, rappresenta un’eccezione drammatica in un sistema complessivamente sicuro. Il ministro dei trasporti spagnolo Óscar Puente lo ha definito “molto strano”, perché verificatosi su un tratto dritto di una linea rinnovata lo scorso maggio con un investimento di 700 milioni di euro. Eppure, denunciano i sindacati, le segnalazioni i problemi su quella linea non sono venuti meno. E neanche le segnalazioni. In una lettera dello scorso agosto, un sindacato dei macchinisti spagnoli avrebbe informato l’operatore ferroviario Adif della forte usura dei binari. I convogli ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia sarebbero stati colpiti da ritardi dal 2022, in seguito a problemi di varia natura, in primis con le linee elettriche aeree.

Le autorità hanno trovato un giunto rotto sui binari come possibile causa.​

Da un punto di vista europeo, nel periodo 1990-2022, gli incidenti ferroviari mortali per collisione e deragliamento nell’Ue sono diminuiti costantemente, sebbene nel 2020-2022 si sia registrato un lieve aumento con 18 incidenti. Gli incidenti con cinque o più vittime sono diventati rari: nessun incidente di questo tipo nel 2018, 2020 e 2021, ma cinque tra il 2022 e il 2023.​

Prospettive e miglioramenti necessari

Il rapporto Era sottolinea che la sicurezza ferroviaria nell’Ue resta tra le più elevate al mondo, ma evidenzia aree di stagnazione: la sicurezza ai passaggi a livello e quella dei lavoratori ferroviari non mostrano progressi evidenti negli ultimi anni. Nel 2022, è stato registrato il maggior numero di incidenti “esterni” dal 2019.​

La Commissione europea punta a ridurre del 50% il numero di morti sulle strade entro il 2030 rispetto ai dati del 2019. Per raggiungere questo obiettivo, secondo l’Etsc, servono azioni aggiuntive che riducano il rischio più rapidamente rispetto a quanto fatto finora.

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