In Italia sempre più auto, nuovo record nel 2024

Tanto traffico, Nord più virtuoso sulle emissioni, Sud con più veicoli vecchi: la fotografia dell'Istat
20 Febbraio 2026
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Traffico

Ben 701 auto ogni 1 000 abitanti: nel 2024 l’Italia si conferma il Paese dell’Unione europea con il più alto numero di autovetture in rapporto alla popolazione residente, superando di molto la media del blocco, pari a circa 578 veicoli ogni 1000 persone. Questo indicatore, noto come tasso di motorizzazione, continua la sua tendenza al rialzo, in controtendenza rispetto alle principali economie europee dove la crescita è molto più contenuta o prossima alla stabilità. Lo rivela l’Istat in un’analisi diffusa ieri, 19 febbraio.

Tassi di motorizzazione: differenze territoriali e urbane

Il rapporto tra persone e auto mostra dinamiche diverse tra territori e contesti urbani:

• nei comuni capoluogo il tasso medio scende a 651 autovetture ogni 1000 abitanti e si riduce ulteriormente nelle città metropolitane (612), dove l’offerta di trasporto pubblico tende a essere più ampia;
• sul piano geografico, le differenze si accentuano: le città del Nord-ovest registrano circa 594 auto/1 000 abitanti, mentre nei capoluoghi delle Isole il valore sale a 723;
• tra le singole città, Venezia segna il valore più basso (460), mentre Frosinone raggiunge il massimo (856). Tra le città metropolitane spiccano Catania (824) e Reggio di Calabria (725).

Queste differenze riflettono non solo stili di mobilità e dimensioni urbane, ma anche la disponibilità e qualità del trasporto pubblico locale: dove è più ricca, come nel Nord-ovest, la dipendenza dall’auto è relativamente più contenuta; dove è più scarsa, la mobilità privata domina. Un dato che certo non sorprende.

Un primo segnale di svolta nei combustibili fossili

Pur restando l’alimentazione tradizionale estremamente dominante nel parco circolante italiano, per la prima volta nel 2024 si arresta la crescita dei veicoli alimentati a benzina, gasolio e gas. Il loro peso è ancora molto alto – 93,9% del totale dei veicoli – ma il numero di unità non è aumentato rispetto al 2023, segnando un possibile segnale di stagnazione nella dipendenza dai combustibili fossili.

Questo cambiamento, seppur lieve, può essere letto come un primo elemento di transizione verso una mobilità più diversificata, complice anche la progressiva diffusione di elettrico e ibrido (anche se ancora marginale nel parco).

Traffico urbano sempre più pressante

Un altro indicatore importante è la densità veicolare, ovvero il numero di veicoli per chilometro quadrato di superficie urbanizzata, utile per comprendere la pressione del traffico sulle superfici urbane e sulle infrastrutture: valori elevati si traducono quasi sempre in congestione, inquinamento e costi ambientali e sociali maggiori. I dati parlano chiaro anche qui:

• in Italia ci sono 2788 veicoli/km², e nei capoluoghi questa densità raggiunge i 3990 veicoli/km².
• tra le città con densità più elevate si segnalano Napoli, Torino, Milano e Catania, dove si superano spesso le 6000 unità/km².

Potenziale inquinante in calo, ma con forti disomogeneità

Per le buone notizie, il rapporto evidenzia un progresso sul fronte delle emissioni:

• l’indice del potenziale inquinante, che confronta la presenza di auto più vecchie e ad alta emissione con quelle più moderne, è sceso a 109,9 su scala nazionale (era 136,0 nel 2019);
• per la prima volta, il valore nel Nord-est scende sotto la soglia di equilibrio (97,4), indicando una composizione del parco auto relativamente più “pulita”.

Tuttavia, persistono marcate disomogeneità territoriali. Nel Mezzogiorno e nelle Isole l’indice resta alto, segno di una maggiore presenza di veicoli più inquinanti rispetto al Centro-Nord. Anche nelle città metropolitane la situazione è diversificata: Torino, Genova e Milano mostrano un parco relativamente meno inquinante, ma ancora con densità elevate.

Auto “a basse emissioni”: crescita ma quota ancora modesta

Cresce la quota delle auto a basse emissioni, ma il cambiamento è ancora lento:

• le auto a basse emissioni rappresentano circa il 19,7% nei capoluoghi, con un aumento rispetto all’anno precedente;
• tra queste, la quota di veicoli ibridi è significativa, mentre quella delle auto completamente elettriche è ancora molto modesta (intorno allo 0,8%);
• le città con una maggiore diffusione di auto elettriche o ibride includono Torino, Varese, Como, Milano, Monza e Bologna.

Questi dati mostrano che, sebbene la transizione verso motorizzazioni a basse emissioni sia in corso, la mobilità privata in Italia resta per la maggior parte legata ancora alle tecnologie tradizionali.

Lentezza nel ricambio del parco auto

Un elemento critico che emerge dal quadro complessivo riguarda l’età del parco veicolare: quasi due auto su tre nei capoluoghi hanno almeno 8 anni, e nel complesso nazionale questa quota sale al 66,9%.
Si tratta di un segno di basso ricambio: le auto più vecchie non solo sono meno efficienti dal punto di vista energetico e più inquinanti, ma possono anche impattare negativamente sulla sicurezza e sui costi di mobilità.

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