Semaforo a luce bianca a Roma? La smentita del Comune e meno ingorghi agli incroci

Perdite di tempo ridotte fino al 94%
10 Aprile 2026
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Semaforo luce bianca roma
Semaforo con luce bianca a Roma (Immagine generata con l'Ai)

I semafori di Roma resteranno tricolore: Eugenio Patanè ha smentito l’ipotesi di un semaforo a luce bianca per le strade della Capitale: “È una fake news da smentire totalmente, non c’è nessuna sperimentazione”, ha dichiarato all’Adnkronos l’assessore alla Mobilità del comune capitolino.

L’indiscrezione era partita da una ricerca della North Carolina State University (Ncsu), secondo cui Roma avrebbe partecipato al test della quarta luce nei 1.458 incroci della città.

Nonostante la smentita, il caso ha sollevato curiosità sul semaforo bianco, che può offrire un doppio vantaggio, logistico e ambientale, sulle smart road.

Come funziona il semaforo con la luce bianca

L’idea del semaforo a luce bianca nasce dalla necessità di coordinare meglio i flussi veicolari a seguito di un’indagine pubblicata sull’Ieee Transactions on Intelligent Transportation Systems. La squadra di ingegneri guidata da Ali Hajbabaie ha ideato un quarto segnale cromatico che si accende all’incrocio esclusivamente quando viene rilevata una quota significativa di vetture a guida autonoma.

La luce bianca attiva una fase chiamata “paradigma di controllo mobile”, dove le automobili scambiano dati operativi tra loro e con il computer semaforico per assegnare le precedenze in tempo reale. In pratica, una parte del controllo viene “spostata” sulle macchine a guida autonoma, che si coordinano tra loro e con l’infrastruttura stradale.

I conducenti umani presenti all’incrocio devono seguire un’unica istruzione di base, ovvero imitare la macchina che li precede nelle frenate e nelle ripartenze.

Traffico più fluido, meno emissioni e meno incidenti

Questo meccanismo dovrebbe rendere più fluido il passaggio agli incroci, eliminando le frenate inutili.

Secondo le stime della North Carolina State University, il semaforo bianco riduce i ritardi del 10,7% se le auto autonome (e quindi connesse) sono il 30% di quelle presenti all’incrocio, per arrivare al 94% in caso di traffico interamente automatizzato.

La maggiore efficienza viabilistica genererebbe un crollo verticale del dispendio di carburante abbattendo le emissioni inquinanti. L’infrastruttura intelligente, inoltre, innalza i parametri di sicurezza prevenendo gli schianti causati dalla distrazione umana.

Per approfondire: Le auto a guida autonoma sono più sicure di quelle guidate dalle persone (dati Waymo)

Il semaforo bianco non esiste ancora da nessuna parte

Alla data di oggi, nessuna autorità pubblica al mondo ha approvato o avviato una sperimentazione ufficiale del semaforo a luce bianca su strade aperte al traffico. Il team della North Carolina State University ha confermato che qualsiasi test reale avverrà prima in ambienti controllati. Hajbabaie indica i porti come candidati ideali per i primi test: flussi veicolari ripetitivi, bassa densità pedonale e Auto a guida autonome già utilizzate per la movimentazione delle merci. Dopo i porti, il progetto prevede un’espansione graduale verso campus universitari con navette autonome, aree industriali con logistica automatizzata e — solo in una fase successiva — incroci urbani nelle città con alta adozione di veicoli autonomi. Un requisito, quest’ultimo, che allontana Roma e l’Italia dall’ipotesi di una quarta luce sul semaforo.

Auto autonome in Italia e a Roma: siamo lontanissimi

In Italia la guida autonoma di Livello 3 dopo il recepimento delle norme Unece. Questa tecnologia consente al guidatore di togliere le mani dal volante e gli occhi dalla strada, ma solo in condizioni operative molto specifiche: autostrade o strade a carreggiate separate, velocità massima di 60 km/h, buone condizioni meteo e traffico lento. Fuori da queste condizioni, il sistema si disattiva e ridà il controllo all’umano. In città come Roma, con incroci, semafori, pedoni e ciclisti, il Livello 3 non è attivabile. I veicoli di Livello 4 e 5, quelli che potrebbero davvero “dialogare” con un semaforo bianco, non circolano ancora su strade pubbliche italiane. Roma è la città italiana con il maggior numero di auto in assoluto, circa 2,7 milioni di veicoli, con un tasso di 66 auto ogni 100 abitanti nel 2024 secondo Legambiente, tutte guidate da esseri umani.

Nel Belpaese esistono circa 500 km di strade già attrezzate con sistemi digitali compatibili e, secondo i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, il 55% degli italiani sarebbe pronto a usare un’auto a guida autonoma nei prossimi anni. Su questa base, sessanta sindaci italiani hanno già manifestato alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen l’interesse ad ospitare le prime sperimentazioni di guida autonoma urbana.

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