Immaginate di andare a prendere la metro e trovare cani robot (robodog) e droni accanto al capostazione. A Hefei, in Cina, in una città della provincia orientale dell’Anhu, non c’è bisogno di immaginare: questo scenario è già reale.
Nelle scorse settimane, cani robot e droni pattugliavano le stazioni della metro e le gallerie. Quello di Hefei, dispiegato durante la grande ondata di spostamenti per la Festa di Primavera (Capodanno lunare), è stato il primo “cluster di robot” a copertura totale per il trasporto ferroviario in Cina.
I robot sono stati coordinati da una piattaforma basata sull’Ai.
Gli assistenti umanoidi nella metro di Hefei
I pendolari si sono trovati di fronte cani robot in pattugliamento lungo le banchine e droni in volo nei tunnel per le attività di controllo.
Il sistema, definito full space robot cluster, è stato progettato per operare contemporaneamente su più livelli, con un coordinamento centrale che assegna compiti e raccoglie dati in tempo reale.
Tre i compiti assegnati agli assistenti umanoidi:
- Aiutare i passeggeri con le indicazioni;
- Controllare le infrastrutture;
- Individuare eventuali guasti ai treni.
L’obiettivo, assicura la compagnia, non è sostituire gli esseri umani ma aiutarli nelle loro mansioni: “Speriamo che [questa tecnologia] possa affiancare il personale umano, migliorare l’efficienza del nostro lavoro e ridurre l’intensità delle mansioni, così da potenziare con la tecnologia il funzionamento della rete ferroviaria di Hefei”, spiega Dai Rong, direttore del Centro di Scienza e Formazione della Hefei Rail Transit.
Ai per aumentare la sicurezza dei trasporti
Nei corridoi e nelle aree di accesso alle stazioni, i robodog e i droni supportano il personale nelle richieste più frequenti, mentre sotto i convogli, robot autonomi camminano in trincee di manutenzione profonde circa 1,5 metri, analizzando ruote, bulloni e altre componenti meccaniche.
Questo sistema migliora la sicurezza delle stazioni perché i robot, a differenza degli esseri umani, non rischiano di distrarsi e soprattutto perché nei loro “corpi” sono installate telecamere ad alta definizione e sensori a ultrasuoni, che consentono di intercettare pericoli prima che si verifichino e molto prima di un uomo.
Il full space robot cluster migliora la sicurezza dei passeggeri, ma anche quella degli addetti ai lavori: i droni utilizzati nei tunnel, infatti, possono raggiungere rapidamente punti difficili o rischiosi per gli operatori umani.
Durante la sperimentazione la fase di controllo è risultata molto più breve rispetto alle verifiche standard.
Come la Cina sta usando l’Ai per la sicurezza stradale
Quello che ci può sembrare assurdo, in Cina è una realtà consolidata da tempo. D’altronde, qui si si impara a costruire e a far funzionare robot da almeno vent’anni (di seguito una foto di bambini cinesi che vanno a scuola di robotica a Hefei, datata 17 agosto 2007).

Prima del cluster di assistenti umanoidi nelle stazioni ferroviarie di Hefei, il Paese aveva già implementato operai umanoidi nelle fabbriche in misura molto più diffusa rispetto agli sparuti esperimenti occidentali. Non solo, a Shangai sono già in azione i vigili robot, che aiutano quelli umani nel gestire il traffico e nel dare indicazioni agli automobilisti.
Il modello di Hefei punta sull’integrazione simultanea di sistemi aerei, terrestri e treni in una rete metropolitana attiva.
Il controllo finale spetta agli umani
L’implementazione degli assistenti umanoidi offre un’importante spunto di riflessione sull’integrazione tra intelligenza artificiale ed essere umano.
Nel progetto di Hefei, il controllo finale e le decisioni restano in capo agli addetti qualificati, che però hanno a disposizione degli strumenti molto più potenti rispetto a prima. Questo sistema si traduce in meno stress per i lavoratori e, soprattutto, più sicurezza per chi viaggia.
Come sottolineato da diversi speaker intervenuti all’Ai Festival 2026, per valutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle nostre vite e sulle nostre società occorre capire se questa tecnologia viene utilizzata come estensione dell’intelligenza umana o come sostituzione della stessa.
Nel primo caso, l’Ai rappresenta una grande opportunità per vivere meglio e creare società più efficienti e (perché no?) più giuste; nel secondo caso diventa un modo per annichilire la mente umana e la più grande minaccia alla nostra stessa natura.
Proprio come nelle stazioni di Hefei, la scelta finale spetta a noi. Almeno per ora, come segnalato dal Ceo di Anthropic Dario Amodei, che ha spiegato come nel 2027 l’Ai potrebbe prendere il sopravvento sul nostro controllo. E allora potrebbe essere troppo tardi per implementarla in maniera sana.
Per approfondire: Amodei (Anthropic) è preoccupato dall’Ai: dobbiamo trattarla come il nucleare