(Adnkronos) – Diversificare e agire contro il catastrofismo perché “solo gli ottimisti fanno il cambiamento”. Si chiude oggi la quinta edizione del Festival del Cambiamento, due giornate tra Trieste e Gorizia (5-6 ottobre) per parlare di ‘Energia senza frontiere’. Un’iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, presieduta da Antonio Paoletti, con il sostegno di International Strategic Network (Isn) e Med-Or Italian Foundation.
Il Festival ha riunito rappresentanti di istituzioni, imprese, università e ricerca per affrontare le grandi sfide legate alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla transizione energetica. Al centro del confronto il nuovo quadro geopolitico dell’energia, le infrastrutture e tecnologie per la transizione, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla domanda energetica e sulle materie prime critiche. L’ambasciatore Francesco M. Talò, socio fondatore Isn, fa il punto con Adnkronos: “Negli interventi che abbiamo ascoltato è prevalsa l’esortazione ad essere ottimisti perché, l’ha detto oggi Alec Ross, solo gli ottimisti fanno il cambiamento e il cambiamento è necessario se vogliamo migliorare delle cose che attualmente riteniamo non soddisfacenti”.
“Parlare di energia è ovviamente indispensabile ed è importante farlo con una visione globale – osserva – Quasi tutta l’energia che noi consumiamo non è prodotta nel nostro Paese; l’Italia, quindi, è fortemente dipendente dagli eventi che si sviluppano nel mondo”. Pensiamo a ciò che sta avvenendo nello Stretto di Hormuz. “Gli esperti, però, ci hanno ricordato come, ad esempio, la crisi petrolifera degli anni ’70 abbia avuto effetti molto più gravi”, premette Talò.
“Quando è scoppiata la guerra con l’Iran c’era il timore di scenari apocalittici per la nostra economia che certamente è stata colpita, la crisi è innegabile, ma c’è stata anche una capacità del sistema di adattarsi e la parola chiave che praticamente tutti hanno ripetuto è ‘diversificazione’ – prosegue – Ciò che serve non è tanto l’autosufficienza che è impossibile; la cosa importante è non dipendere troppo da una singola fonte, da un singolo Paese, da una singola rotta ma diversificare, come negli ultimi anni è stato fatto”.
Parola chiave anche in tema di materie prime come i minerali critici necessari per lo sviluppo delle nuove tecnologie comprese quelle impiegate nel settore energetico. “Il rischio è che si creino nuove dipendenze. Pensiamo, per esempio, alla Cina per quanto riguarda i minerali critici, in particolare per le terre rare. E’ quindi molto importante la nostra azione per diversificare attraverso partnership con i Paesi produttori, recuperando la centralità dell’industria mineraria che era stata un po’ dimenticata”, sottolinea.
“In sintesi, dunque, le parole d’ordine di questi due giorni di confronto sono: diversificazione e ottimismo, cioè fare e non essere bloccati dalle pastoie burocratiche che purtroppo contraddistinguono l’Italia e l’Europa – conclude Talò – E’ importante anche incontrarci in un posto come il Friuli Venezia Giulia, dove si sta sviluppando il progetto transfrontaliero dell’Hydrogen Valley, basato sull’idrogeno verde, che unisce Frili Venezia Giulia, Slovenia e Croazia”.
