Clima, via libera del Parlamento europeo al target 2040

L’intesa prevede il taglio delle emissioni del 90%
12 Febbraio 2026
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Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente l’accordo raggiunto a dicembre 2025 con gli Stati membri sul taglio delle emissioni del 90%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2040. Ricordiamo che il target 2040 rappresenta una tappa cruciale nel raggiungimento della neutralità climatica dell’Unione europea prevista per il 2050. L’intesa raggiunta prevede un certo livello di flessibilità per rendere possibile il raggiungimento del target stesso, specie dopo che alcuni Paesi avevano sottolineato criticità legate ai costi della transizione green e a possibili impatti sulla competitività economica. Il via libera finale dell’Ue, tra l’altro, prevede il rinvio dal 2027 al 2028 dell’entrata in vigore del sistema ETS2 di scambio di quote di emissione anche per il settore dei trasporti e degli edifici.

Le flessibilità introdotte

Il taglio delle emissioni del 90% previsto dal target 2040 sul clima potrà essere raggiunto con un percorso flessibile. In particolare, a partire dal 2036, fino al 5% di riduzione delle emissioni potrà provenire da crediti internazionali di carbonio di alta qualità provenienti da paesi partner extra Ue, ma che attuano politiche climatiche in linea con quanto previsto dall’Accordo di Parigi sul clima. In ogni caso, si tratta di un miglioramento rispetto al 3% precedentemente previsto e che si traduce in un target effettivo di riduzione all’interno dell’Unione dell’85%.

In aggiunta, viene prevista la possibilità di utilizzare rimozioni permanenti di carbonio a livello nazionale per compensare le emissioni più difficili da tagliare nell’ambito del sistema ETS. Per quanto riguarda il rinvio di un anno dell’introduzione dell’ETS2 — il sistema che interesserà le emissioni generate dal trasporto su strada e dal riscaldamento degli edifici — la misura punta a favorire una riduzione più rapida delle emissioni anche in questi due settori, garantendo però una maggiore gradualità, evitando di gravare eccessivamente su famiglie e imprese. Il documento approvato dal Parlamento, inoltre, prevede la valutazione biennale della Commissione europea sui progressi in atto verso il target e, ove necessario, la possibilità di intervenire proponendo una modifica alla Legge sul clima oppure introducendo misure ulteriori per sostenere la competitività e la coesione sociale.

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