I posti da non visitare nel 2026: la guida anti overtourism di Cosmopolitan

Il 53% dei turisti cerca di ridurre l'impatto ambientale viaggiando in modo più consapevole
2 Febbraio 2026
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Santorini Turismo Canva

File interminabili al bar per un caffè? Stabilimenti balneari da prenotare settimane o mesi prima e a costi esorbitanti? Per non parlare dei tipici punti panoramici dove anche fare una foto sembra una gara a chi arriva prima. Il tutto, in quelle poche settimane di “relax” all’anno che gli italiani conquistano con i risparmi di un intero anno e di rilassante finiscono con l’avere solo il viaggio di ritorno. Parliamo dell’overtourism, un problema innegabile delle ferie moderne, capace di trasformare mete da sogno in esperienze affollate e costose che restringono lo spazio vitale invece di aprirlo.

In risposta a questo fenomeno, diverse città iconiche hanno iniziato a implementare misure drastiche: Venezia ha introdotto un Contributo di Accesso a partire dal 3 aprile 2026; Barcellona mantiene una linea dura sulle case vacanza; mentre Amsterdam ha imposto uno stop ai nuovi hotel e un tetto di 20 milioni di pernottamenti annui. Persino la Grecia ha introdotto una tassa fino a 20 euro per i crocieristi che sbarcano a Santorini e Mykonos in alta stagione. Cosa fare quindi?

La filosofia del viaggio parallelo

Secondo la guida anti-overtourism di Cosmopolitan, la soluzione non è smettere di viaggiare, ma cambiare approccio: cercare l’atmosfera e non la semplice “cartolina”, scegliendo mete parallele che offrano sensazioni simili con molta meno pressione. Il viaggio migliore è quello che permette al luogo e al visitatore di respirare. Ecco la guida della nota rivista per le alternative suggerite per il 2026.

La guida propone una serie di destinazioni “silenziose” per sostituire i grandi classici ormai saturi:

  • Alternativa a Venezia: per chi cerca città d’acqua, le opzioni sono l’eleganza di Trieste, la vivibilità di Treviso o la bellezza autentica di Chioggia, situata nella stessa laguna ma con una voce più quotidiana.
  • Oltre Barcellona: la “vibrante” Valencia, la “storica” Tarragona o la medioevale “Girona”, per ritrovare l’energia mediterranea senza le code.
  • Alternative ad Amsterdam: i suoi canali scenografici si possono ammirare anche a Utrecht o a Leiden, mentre Rotterdam offre una prospettiva più contemporanea e architettonica.
  • Cicladi meno affollate: sature di turisti, Santorini e Mykonos hanno mostrato le difficoltà di affrontare una folla di massa eccessiva. Per questo si suggeriscono le spiagge di Naxos, il silenzio di Amorgos o l’equilibrio discreto di Sifnos.
  • Laghi e Borghi: per fuggire dal Lago di Como si punta sui laghi d’Orta o d’Iseo.
  • Per evitare l'”effetto imbuto” delle Cinque Terre, meglio optare per la Liguria “laterale” di Levanto, Sestri Levante o Finale Ligure.

Come viaggiare meglio: piccoli accorgimenti

Oltre alla scelta della meta, la guida sottolinea l’importanza del ritmo:

1. Scegliere la stagione giusta: aprile e maggio o settembre e ottobre offrono prezzi ragionevoli e più spazio.

2. Privilegiare l’infrasettimanale: viaggiare durante la settimana spegne la competizione collettiva tipica del weekend.

3. Soggiorni più lunghi: una notte in più riduce l’effetto “mordi-e-fuggi”, rendendo il viaggio più umano e meno predatorio.

4. Pianificazione intelligente: per quanto riguarda i costi, gennaio emerge spesso come un mese favorevole per prenotare, sfruttando gli alert sui prezzi per evitare i picchi prevedibili.

Un nuovo approccio sostenibile ai viaggi

Secondo il Travel and Sustainability Report 2025 di Booking.com, un cambiamento profondo nella mentalità dei viaggiatori moderni è in atto. Basato su una ricerca che ha coinvolto 32.000 intervistati in 34 Paesi, il report ha rilevato che, per la prima volta, oltre la metà dei turisti (53%) è consapevole dell’impatto del turismo sia sull’ambiente che sulle comunità locali.

Questa consapevolezza sta spingendo molti a modificare le proprie abitudini per evitare il sovraffollamento: il 36% dei viaggiatori sceglie ora mete alternative e il 39% cerca attivamente di viaggiare in periodi diversi dell’anno. Non si tratta solo di una fuga dalla folla, ma di un desiderio di impatto positivo: il 73% degli intervistati desidera che il proprio budget di viaggio torni a beneficio della comunità locale e il 77% cerca esperienze autentiche che rappresentino davvero la cultura del luogo.

Interessante è anche la prospettiva dei residenti: anche se il 57% vede ancora il turismo con favore, le comunità locali chiedono maggiori investimenti in trasporti, gestione dei rifiuti e conservazione ambientale per mitigare problemi come il traffico e l’aumento del costo della vita. In questo senso, l’innovazione e le infrastrutture devono evolversi di pari passo con la buona volontà dei viaggiatori per garantire che le destinazioni possano continuare a essere godute da tutti.

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