Un chilometro di cima vegetale per un paglietto da Guinnes world record. È questa l’iniziativa protagonista di Velarìa – Scalo alla Spezia, l’evento dedicato alla cultura marittima mediterranea che si terrà dal 20 al 22 marzo 2026, al Molo Italia della Spezia. Tra i maestosi velieri storici e le navi a vela della Marina Militare, emerge un’iniziativa che coniuga sostenibilità, tradizione artigianale e inclusione sociale: con un nostromo, trenta studenti degli istituti nautici di tre regioni italiane e altri 200 metri di cima di nylon si darà forma a un paglietto dalla dimensione record di 7,5 metri per 4.
Usati anche per tappare falle, per proteggere dai colpi dei bozzelli, i paglietti sono emblema dell’arte marinaresca, oggi per lo più diventati oggetti da virtuosismo estetico, come tappeti e arredo, ma inizialmente venivano realizzati con scarti delle cime e utilizzati a bordo nei modi più disparati.
“In questo record sono impegnati giovani e esperti di arte marinaresca che conoscono tecniche antiche quanto l’andar per mare”, racconta a Prometeo 360 Adnkronos Marco Tibiletti, presidente della associazione La Nave di Carta che ha promosso questa sfida. “I valori della marineria, inclusi il sapere e il saper fare, sono alla base dei nostri progetti per i giovani. Noi navighiamo per includere, formare e educare. Fare insieme, usare le mani, imparare da chi ne sa di più: dietro questo record c’è un messaggio che parla ai ragazzi e alle ragazze. E questo il record che ci sta a cuore”.
Una sfida tra nodi, storia e materiali naturali
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione La Nave di Carta aps, il progetto culturale Cantiere della Memoria e il nostromo Antioco Tilocca. L’obiettivo è ambizioso: realizzare un gigantesco tappeto marinaresco intrecciato a mano di 30 metri quadrati puntando a entrare nel Guinness dei primati. Dal punto di vista della sostenibilità e del recupero delle tradizioni, l’opera è emblematica:
- Per la struttura principale verrà utilizzato un chilometro di cima vegetale di manila dal diametro di 20 millimetri. L’uso di fibre vegetali richiama un’epoca in cui la marineria dipendeva interamente da risorse rinnovabili e biodegradabili.
- Il modello scelto è il numero 2.279 del Grande libro dei nodi di Clifford W. Ashley, considerato il testo di riferimento per l’arte marinaresca.
- A fare da cornice all’impresa saranno esposti dipinti realizzati da Adriano Gandino e Gloria Giuliano su vele dismesse della nave scuola Amerigo Vespucci, un esempio virtuoso di riutilizzo creativo di materiali tecnici non più idonei alla navigazione.
Il valore sociale: un ponte tra generazioni
L’iniziativa non è solo una prova di abilità tecnica, ma un esperimento di formazione e coesione sociale. I veri protagonisti della costruzione sono i trenta studenti provenienti dagli istituti nautici di tre diverse regioni: l’IIS G. Capellini-N. Sauro della Spezia, l’IIS Amsicora di Olbia e l’IIS E. Barsanti di Carrara.
Sotto la guida esperta di Antioco Tilocca, nostromo in congedo del Vespucci, e di Salvatore Calà, sottufficiale di Marina, i ragazzi hanno seguito un percorso di preparazione specifico per affrontare la sfida. Questa trasmissione del “saper fare” dai veterani del mare ai giovani rappresenta un pilastro fondamentale per la sostenibilità culturale, garantendo che antichi mestieri non vadano perduti, ma vengano reinterpretati dalle nuove generazioni. “La domanda per monitorare e certificare il traguardo è stata inoltrata all’organizzazione internazionale ma già ora il risultato fa storia: una rete fra scuole di tre regioni, ragazzi e adulti uniti dalla passione per il mare e per la tradizione marinara”, dice Tilocca, attualmente nostromo del Yacht Club Cala Dei Sardi che insieme alla Lega Navale Italiana-Sezione della Spezia, Sezione velica MM della Spezia, è partner dell’iniziativa che ha avuto il sostegno anche del Comune di Olbia.

Velarìa Festival: la cornice della “Via Mediterranea”
Il tentativo di record si inserisce nel più ampio contesto del Velarìa Festival, un evento internazionale nato da un accordo tra il Comune della Spezia e le città di Sète (Francia) e Castellón de la Plana (Spagna). Queste città formano la cosiddetta “Via Mediterranea”, una rotta ideale che celebra il Mediterraneo non solo come mare, ma come crocevia di culture, scambi e tradizioni comuni.
Durante i tre giorni del festival, il pubblico potrà visitare i grandi velieri, imbarcazioni storiche come la Nao Santa Maria, il Galeón Andalucía, la Grace e i velieri della Marina Militare come il Corsaro II e l’Artica II, i quali apriranno i loro boccaporti per visite guidate e laboratori didattici. Ma sarà possibile anche vivere il Villaggio, uno spazio scenografico dedicato all’enogastronomia locale (con focus sui prodotti del Golfo come i muscoli), alla musica folkloristica e alle rievocazioni storiche che trasformeranno il porto in un racconto a cielo aperto.
Al villaggio di Velarìa, i visitatori non saranno solo spettatori dell’impresa del paglietto, ma potranno cimentarsi in prima persona con nodi e intrecci, riscoprendo la manualità propria delle arti e dei mestieri della navigazione. Questa iniziativa dimostra come la sostenibilità possa essere declinata in molteplici forme: dalla scelta di materiali naturali alla salvaguardia del patrimonio immateriale, fino alla creazione di reti sociali che uniscono territori e generazioni diverse sotto il segno del mare.