Il maltempo ha colpito per diversi giorni il Sud Italia, in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria, con vento forte, piogge torrenziali e mareggiate con onde alte fino a 12 metri. Tutta colpa del Ciclone Harry con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: spiagge e stabilimenti balneari spazzati via dalla furia del mare, strade e percorsi pedonali litoranei distrutti, porticcioli gravemente danneggiati.
Per fortuna non sono state registrate vittime, anche grazie al sistema di prevenzione della Protezione Civile che è stato subito messo in moto ed ha funzionato. Ora, però, è tempo di fare la conta dei danni. Le prime stime indicano una stima di circa 2 miliardi di euro, specie in Sicilia con oltre un miliardo.
Il Governo stanzia 100 milioni di euro
A seguito della devastazione portata dal Ciclone Harry, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nei territori di Sicilia, Sardegna e Calabria e, nel corso del Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi il 26 gennaio, ha stanziato complessivamente la somma di 100 milioni di euro, a valere sul fondo per le emergenze nazionali, per affrontare i primi interventi. Inoltre, l’Esecutivo nei prossimi giorni adotterà un nuovo provvedimento interministeriale per permettere il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena giungerà dalle singole autorità regionali coinvolte un quadro dettagliato dei danni. Sulla cifra stanziata dal Governo, i partiti di opposizione hanno sollevato immediate polemiche considerando 100 milioni di euro del tutto insufficienti.
La situazione in Sicilia, Sardegna e Calabria
Entrando nello specifico di ciascuna delle tre regioni maggiormente colpite dagli effetti del Ciclone Harry, in Sicilia una prima stima provvisoria parla di oltre un miliardo e mezzo di danni diretti e indiretti, secondo quanto dichiarato dal Presidente della Regione Renato Schifani. Oltretutto, la Sicilia si trova ad affrontare un’altra emergenza delle ultime ore ovvero la gigantesca frana a Niscemi, Caltanissetta, probabilmente dovuta anche alle forti precipitazioni dei giorni scorsi. Una frana che ha un fronte di 34 chilometri che attraversa diverse aree della cittadina e la cui prima conseguenza è stata l’evacuazione forzata di oltre mille persone le cui abitazioni sono inagibili.
Per quanto riguarda la Sardegna, il bilancio provvisorio dei danni ha già superato 200 milioni di euro, ma è destinato a crescere. La Regione ha indetto un incontro tra vertici dell’Amministrazione regionale, della Protezione Civile e sindaci dei territori colpiti per definire le linee guida per dare conto dei danni e indicare i primi interventi più urgenti, quali il ripristino dei servizi essenziali e la messa in sicurezza delle infrastrutture principali.
Discorso simile per la Calabria, dove al momento il Presidente Roberto Occhiuto ha parlato di circa 300 milioni di euro come cifra indicativa per la ricostruzione, precisando che i Comuni stanno ancora valutando la portata dei danni.