Biodiversità in Ue, a rischio diversi target al 2030

I risultati della settima relazione sulla biodiversità della Commissione europea
23 Febbraio 2026
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L’importanza di preservare la biodiversità è connessa alla sopravvivenza degli ecosistemi e quindi, in sintesi, al benessere del Pianeta. La corretta conservazione degli ecosistemi, infatti, favorisce l’integrità dell’acqua, dell’aria, la fertilità dei terreni, la regolazione dal clima, la protezione dalle calamità naturali. Purtroppo, però, la biodiversità viene intaccata e non di rado distrutta ad un ritmo allarmante, come anche rilevato dalla Commissione europea che ha recentemente presentato i risultati della settima relazione sulla biodiversità che analizza l’avanzamento rispetto agli obiettivi fissati dal Global Biodiversity Framework del 2012.

Su 45 target complessivi fissati per il 2030, solo 2 sono stati raggiunti completamente, mentre su altri 16 gli Stati membri sono al lavoro. Ma sono ben 25 gli obiettivi che rischiano di non essere raggiunti per quella data. Dunque, appare necessaria una decisa accelerazione che può essere attuata solo con uno stretto coordinamento tra risorse, competenze e una corretta governance. Tra gli ambiti in cui si registrano avanzamenti più considerevoli rientrano l’ampliamento delle aree terrestri e marine protette, la superficie agricola coltivata con tecniche biologiche e l’aumento di alcune specie forestali.

Gli accordi di Kunming-Montreal

Nel corso della Cop15 del 2012, 196 Paesi hanno sottoscritto il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF), un accordo quadro per il raggiungimento degli obiettivi comuni di sviluppo sostenibile. L’accordo prevedeva un primo traguardo fissato per il 2030 con 23 target specifici, ciascuno con sottocategorie di obiettivi per un totale di 45 e ulteriori 4 obiettivi da raggiungere entro il 2050. Nel sottoscrivere l’accordo, i Paesi aderenti si sono impegnati a fissare obiettivi nazionali, sviluppando e rendendo noti i propri impegni attraverso l’adozione di un quadro di monitoraggio, un meccanismo ad hoc per la pianificazione, la rendicontazione, la revisione dell’attuazione dell’accordo, nonché le risorse necessarie. Dalla firma dell’accordo sono stati compiuti dei progressi, ma, nonostante ciò, la biodiversità viene costantemente messa a rischio dall’azione dell’uomo mettendo a rischio la sicurezza alimentare, la resilienza al cambiamento climatico, la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Gli obiettivi al 2030

Il Global Biodiversity Framework ha stabilito 23 target da raggiungere entro il 2030, tra i quali: ripristinare almeno il 30% degli ecosistemi degradati sulla terra e in mare; proteggere almeno il 30% delle zone terrestri, interne, costiere e marine; ridurre di almeno il 50% la presenza di specie aliene invasive; dimezzare l’uso di pesticidi; dimezzare lo spreco alimentare; ridurre i rischi da inquinamento e gli impatti negativi di tutte le fonti dannose per gli ecosistemi; ridurre l’impronta globale dei consumi; gestire in modo sostenibile le aree agricole e forestali; ridurre al minimo l’impatto dei cambiamenti climatici anche ricorrendo alle soluzioni basate sulla natura (Nature based solutions). Inoltre, sotto l’aspetto finanziario, mobilitare almeno 200 miliardi di dollari l’anno per la biodiversità, identificare ed eliminare gli incentivi e i sussidi dannosi per la natura per almeno 500 miliardi di dollari per anni. Non ultimo, sotto l’aspetto sociale, il GBF indica il rispetto dei diritti e il ruolo delle popolazioni indigene nella conservazione della biodiversità.

L’Ue ha raddoppiato i fondi

Rispetto ai 3,5 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea e dagli Stati membri per il periodo 2014-2020, i finanziamenti per la biodiversità sono raddoppiati, toccando quota 7 miliari per il 2021-2027. Nel bilancio complessivo europeo la quota per la biodiversità è salita nel 2025 al 7,9% e dovrebbe raggiungere il 7,8% nell’anno in corso e l’8% nel 2027. In quanto alla quota complessiva di risorse tra bilancio Ue, finanziamenti nazionali e settore privato con InvestEU, si è scesi da 20,7 miliardi di euro del 2023 a 16,3 miliardi nel 2025, evidenziando una diminuzione che fa riflettere. Per cercare di invertire tale tendenza, Bruxelles sta cercando soluzioni per indirizzare la finanza a favore di investimenti e soluzioni legate alla biodiversità anche esplorando strumenti finanziari innovativi per cercare di attrarre maggiormente i capitali privati.

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