Se nel 2025 l’Italia era una grande assente, con nessuna località nella Top 20 delle migliori destinazioni europee, nel 2026 rientra in classifica in grande stile: piazza Verona tra le prime posizioni e, più giù, una scia di mete che vanno dalle isole-cartolina ai borghi. Nessuna medaglia però, perché a vincere è Madrid.
Cos’è la classifica EBD e perché conta
La European Best Destinations è una classifica annuale sulle destinazioni più belle che, a differenza di altre, viene decisa dai viaggiatori. Ma non è solo una lista “da social” con nomi fotogenici. Il meccanismo è ibrido: prima un team di esperti di viaggio analizza centinaia di destinazioni (con indicatori come crescita turistica, ricerche online, popolarità social e criteri legati anche a sostenibilità, accessibilità e sviluppo locale), poi le 20 destinazioni prescelte vengono sottoposte a una votazione internazionale che produce il ranking finale. Nel 2026 i voti registrati sono oltre 1,3 milioni, con viaggiatori da 154 Paesi.
Come tutte le classifiche non si tratta di “verità assolute”, e ognuno avrà in merito la propria opinione. Quello che è certo è che la combinazione tra viaggiatori esperti e ‘comuni’ intercetta bene due cose che nel turismo contano parecchio: immaginario (cosa desidera chi parte) e spinta del momento (quali mete stanno salendo). Inoltre è sicuramente una sfiziosa fonte di ispirazione, con una soluzione praticamente per ogni stile di viaggio, offrendo avventure culturali, esperienze culinarie e meraviglie paesaggistiche.
Madrid numero 1: premiato l’equilibrio
Come anticipato, Madrid si prende il primo posto con 127.438 voti: perché è una capitale che riesce a tenere insieme cultura, vita urbana e un’idea di città “facile” da vivere (trasporti, spazi, ritmi), senza perdere energia. È una vittoria che racconta il ritorno di centri che non si consumano in 48 ore, ma che reggono un viaggio più pieno e meno “mordi e fuggi”.
Subito dietro, Nicosia (seconda) e la regione slovena della Štajerska/Stiria (terza) completano un podio che sembra fatto apposta per dire: nel 2026 non basta essere famosi, bisogna essere interessanti.
Italia: quante mete ci sono in Top 20?
L’Italia è (appena) fuori dal podio, ma vanta ben sette mete nella Top 20: Verona, Burano, Cefalù, Bosa, Ravello, Procida, Taormina. In altre parole, il Bel Paese è il più rappresentato, con la Sicilia per due volte in classifica.
Ecco la Top 20 completa:
- Madrid
- Nicosia
- Regione della Štajerska/Stiria (Slovenia)
- Verona
- Parigi
- Câmara de Lobos (Madeira)
- Alaçati (Turchia)
- Burano
- Lisbona
- Almería (Andalusia)
- Stavanger (Norvegia)
- Costa Vicentina (Portogallo)
- Ano Koufonissi (Grecia)
- Begur (Spagna)
- Cefalù
- Avlemonas (Citera, Grecia)
- Bosa
- Ravello
- Procida
- Taormina.
Le “due Italie” che piacciono nel 2026: romanticismo urbano e isole slow
Scorrendo i nomi delle italiane, sembra che i viaggiatori abbiano premiato soprattutto due idee di Italia.
L’Italia da città d’arte, ma senza frenesia
Verona è l’esempio perfetto: classica, romantica, camminabile, con un’identità forte e un ritmo che ti fa sentire in vacanza anche se hai solo un weekend. È la città “city break” che però non si esaurisce in una checklist e che unisce “storia romana, bellezza rinascimentale, opere di fama mondiale e ritmo rilassato”.
L’Italia da “cartolina”
Burano è “un sogno dipinto a colori vivaci”, con una laguna che invita a prendersela con calma, mentre Procida è l’isola piccola che ti costringe – in senso positivo – a rallentare. Bosa e Cefalù uniscono mare e centri storici caldi, accoglienti e cinematografici a un’ottima cucina. Ancora, Ravello è la Costiera “in quota”, più silenziosa e meno affollata (non sempre, va detto), e Taormina è l’eccezione glamour che continua a reggere perché mette insieme panorama, cultura e una dose di teatro naturale che altrove non c’è.
I trend che emergono: meno mordi-e-fuggi, più viaggi “con storia”
Dalla classifica 2026 si leggono tre linee:
- ritorno di attenzione verso l’Italia;
- capitali e grandi classici ancora solidi (Madrid, Parigi, Lisbona), ma affiancati da mete “di carattere” meno scontate;
- crescita di destinazioni natura/outdoor e approccio più sostenibile, come la Štajerska/Stiria slovena e la Costa Vicentina portoghese: posti che funzionano se li vivi con tempi più lunghi e più lenti.
Nel 2026 viene premiato chi offre un’esperienza completa (cibo, paesaggio, cultura, camminabilità, autenticità) più che l’ennesimo “spot” da collezionare.
Come usarla bene la EBD (senza farsi fregare dalla FOMO)
La tentazione è trattarla come una lista da spuntare. Meglio invece usarla come ispirazione:
- se vuoi città con energia: Madrid (e poi Parigi/Lisbona) sono scelte “sicure”;
- se cerchi Mediterraneo meno ovvio: Nicosia e Alaçati alzano l’asticella dell’effetto sorpresa;
- se vuoi Italia slow: Procida, Bosa e Cefalù sono tre modi diversi di fare mare, ma senza finire nel tritacarne dell’alta stagione.
Quello che conta è non farsi prendere dalla Fear of Missing Out (FOMO), ovvero dalla paura di perdersi qualcosa: non serve ‘vedere tutto’, è molto meglio vivere a pieno i posti che si visitano.