La deforestazione uccide, morto mezzo milione di persone

Tra il 2001 e il 2020, la deforestazione ha causato una media di 28.330 decessi all'anno
29 Agosto 2025
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Deforestazione Canva

La deforestazione sta letteralmente uccidendo le persone. È questo il messaggio allarmante che emerge da una ricerca pubblicata mercoledì sulla rivista Nature Climate Change, la quale stima che oltre mezzo milione di persone nei tropici siano morte a causa di malattie legate al caldo negli ultimi due decenni, un numero in gran parte attribuibile alla deforestazione.

Tra il 2001 e il 2020, la deforestazione ha causato una media di 28.330 decessi all’anno. Questa cifra, che evidenzia un impatto locale spesso trascurato nel dibattito globale sui cambiamenti climatici, rivela che più della metà di queste morti si è verificata nel Sud-est asiatico (15.680 all’anno), a causa dell’alta densità di popolazione nelle aree vulnerabili al caldo. Circa un terzo (9.890 all’anno) è avvenuto nell’Africa tropicale e il resto (2.520 all’anno) in America centrale e meridionale.

Il meccanismo del riscaldamento locale

Gli autori dello studio, ricercatori provenienti da Brasile, Ghana e Regno Unito, hanno scoperto che la deforestazione sta innalzando le temperature nelle foreste pluviali dell’Amazzonia, del Congo e del Sud-est asiatico. Questo avviene perché la rimozione degli alberi riduce l’ombra, diminuisce le precipitazioni e aumenta il rischio di incendi. Tale riscaldamento localizzato ha esposto al rischio circa 345 milioni di persone nei tropici tra il 2001 e il 2020.

“La deforestazione uccide”: l’avvertimento degli esperti

Il professor Dominick Spracklen dell’Università di Leeds, uno degli autori, ha dichiarato senza mezzi termini che “la deforestazione uccide”. Egli si aspetta che i risultati della ricerca facciano riflettere molte persone, poiché i pericoli locali della deforestazione vengono spesso trascurati nel dibattito globale sul clima e nell’espansione delle frontiere agricole orientate al mercato.

Come esempio, il professor Spracklen ha citato la regione brasiliana del Mato Grosso, dove un’ampia deforestazione ha lasciato spazio a vaste piantagioni di soia. Gli agricoltori locali stanno ora spingendo per la fine della moratoria sulla soia in Amazzonia per poter disboscare più terreno. Spracklen sostiene che mantenere intatta la copertura forestale salverebbe vite umane e aumenterebbe la produzione agricola, poiché le foreste regolano la temperatura, portano precipitazioni e sostengono l’agricoltura da cui dipendono le persone.

Oltre il calore: altri rischi per la salute

Il riscaldamento locale indotto dalla deforestazione può aggravare, inoltre, il rischio di mortalità e morbilità da malattie cardiovascolari. Le popolazioni a basso reddito, che spesso vivono vicino alle aree deforestate, sono le più vulnerabili a causa della limitata capacità di adattamento e dell’accesso ridotto alle risorse sanitarie.

Oltre al caldo, la deforestazione tropicale è associata ad altri gravi rischi per la salute. L’inquinamento da fumo degli incendi legati alla deforestazione può peggiorare la qualità dell’aria, causando migliaia di morti premature ogni anno in Sud America, Sud-est asiatico e Africa. Inoltre, in alcuni contesti, la deforestazione è collegata a un aumento del rischio di malaria, specialmente nelle famiglie più povere.

I risultati di questo studio sottolineano l’urgente necessità di interventi politici mirati per ridurre la perdita di foreste tropicali. La conservazione delle foreste può contribuire a mitigare il riscaldamento locale e rafforzare la capacità di adattamento delle popolazioni vulnerabili, salvando in definitiva innumerevoli vite.

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