Il dramma delle barriere architettoniche raccontato con un’immagine

Una donna porta il passeggino giù per le scale della metro. Da sola in mezzo alle barriere architettoniche
3 Aprile 2025
3 minuti di lettura
Copertina The New Yorker
Copertina The New Yorker del 31 marzo 2025

A volte non servono parole, bastano le immagini. Come quella che campeggia su The New Yorker del 31 marzo, dove una donna porta un passeggino giù per le scale della metro, con dentro suo figlio. Sullo sfondo una donna chiama il taxi con il braccio, nella stazione di metro si intravede una donna attratta dal cellulare. La città corre mentre la protagonista è da sola, in tutti i sensi: senza l’aiuto di nessuno perché il mondo va di corsa (soprattutto quello delle metro), ma soprattutto senza che ci sia una rampa o un ascensore.

La denuncia del periodico è silenziosa, ma fa rumore: quante volte abbiamo visto la scena ritratta sulla copertina di The New Yorker? E cosa succede a chi non può neppure fare le scale o prendere in braccio il passeggino? Quante persone ancora oggi devono fare i conti con le barriere architettoniche?

The New Yorker Prometeo
La copertina di The New Yorker del 31 marzo 2025

Che cosa sono le barriere architettoniche

Si parta dalla definizione: una barriera architettonica è qualsiasi elemento costruttivo (scale, porte strette, marciapiedi senza rampe) che impedisce, limita o rende difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi, specialmente per le persone con limitata capacità motoria. Queste barriere possono essere classificate in diverse categorie

  • Barriere fisiche: ostacoli strutturali come scale senza alternative, marciapiedi privi di rampe, porte strette o l’assenza di ascensori;
  • Barriere sensoriali: mancanza di segnali visivi, acustici o tattili che facilitino l’orientamento delle persone con disabilità sensoriali;
  • Barriere comunicative: assenza di strumenti o tecnologie che permettano la comunicazione efficace con persone con disabilità uditive o visive.​

La situazione in Italia

La copertina del The New Yorker denuncia le condizioni della metropoli americana, ma come siamo messi in Italia? I dati sui territori sono poco diffusi, ma possiamo ricavare uno spaccato della penisola dai dati che riguardano gli edifici scolastici.

Secondo un rapporto dell’Istat relativo all’anno scolastico 2022-2023, il 42% delle scuole italiane non è accessibile agli studenti con disabilità motorie. In particolare, solo il 41% degli edifici scolastici è pienamente fruibile per studenti con disabilità motoria. Anche in questo caso si registra un divario territoriale: il Nord registra un’accessibilità del 44%, mentre il Mezzogiorno si ferma al 37%. ​

Analizzando le tipologie di ostacoli più comuni nelle scuole italiane:​

  • Nel 50% delle scuole manca un ascensore o quello presente non è a norma;
  • Il 35,6% degli istituti presenta servoscala interni assenti o non conformi;
  • Nel 3,35% delle scuole, anche le porte non sono a norma. ​

L’ostacolo fisico dell’entrare nell’edificio scolastico diventa un ostacolo alla formazione dei cittadini del futuro, una discriminazione palese, ma ancora molto diffusa lungo la penisola. In un caso su due le scuole non vanno bene neanche per gli studenti che non soffrono di particolari condizioni, dato che solo il 50% degli edifici scolastici ha i certificati di sicurezza.

Detrazioni fiscali per l’abbattimento delle barriere architettoniche

agevolazioni fiscali. In particolare, la Legge di Bilancio 2022 ha introdotto una detrazione del 75% delle spese sostenute per interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti. Questa detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo e si applica alle spese documentate sostenute dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025. ​

Tuttavia, recenti aggiornamenti normativi hanno introdotto restrizioni all’accesso a queste agevolazioni. In particolare, il decreto-legge n. 39 del 29 marzo 2024 ha apportato modifiche significative alle condizioni per beneficiare del bonus del 75%, limitando l’ambito di applicazione e introducendo criteri più stringenti. ​

I nuovi criteri

Fino al 29 marzo 2024, era possibile usufruire delle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura per interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. Dal 30 marzo 2024, queste opzioni sono state eliminate, consentendo solo la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi. Ciò significa che i contribuenti non potranno più scegliere di cedere il credito o ottenere uno sconto diretto in fattura per tali interventi. La stessa modifica ha interessato il Superbonus edilizio.

Per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 29 marzo 2024, le opzioni di cessione del credito o sconto in fattura erano consentite solo per specifiche situazioni. Ad esempio, i condomini potevano usufruire di queste opzioni per interventi su parti comuni condominiali, mentre le persone fisiche potevano farlo se erano proprietari o usufruttuari di una prima casa, con specifici requisiti reddituali, a meno che non fossero presenti persone con disabilità.

Per le spese sostenute a partire dal 30 marzo 2024, le opzioni di cessione del credito o sconto in fattura sono consentite solo se i lavori erano già iniziati entro il 29 marzo 2024, oppure se era stato stipulato un accordo vincolante per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e fosse stato versato un acconto per gli interventi in edilizia libera.

Gli interventi devono rispettare i requisiti previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici del 14 giugno 1989, n. 236. Dunque, il dl 39/2024 ha reso più rigorose le condizioni per fruire delle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura per il bonus del 75% relativo all’eliminazione delle barriere architettoniche, imponendo condizioni più stringenti sia in termini temporali che di requisiti tecnici.

Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba)

Nonostante le tante barriere architettoniche ancora esistenti, l’Italia ha introdotto i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba) nel lontano 1986.

L’obiettivo era quello di mappare e rimuovere gli ostacoli presenti negli edifici pubblici e negli spazi urbani. L’attuazione di questi piani è stata disomogenea sul territorio nazionale, e in molte realtà locali si registrano ancora enormi ritardi.  

Intanto, milioni di persone in tutto il mondo sono impedite nel compiere azioni normalissime come fare una passeggiata, fare la spesa, prendere i mezzi, e così via. Ci siamo abituati a vedere immagini come quella ritratta sulla copertina del The New Yorker. Sembrano scene normali, ma non lo sono.

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