Startup o corporate? I giovani cercano autonomia, ma il 60% punta alla stabilità

L’indagine di Clutch
22 Gennaio 2026
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Donne Giovani Canva

In un mercato del lavoro sempre più fluido, la scelta tra la dinamicità di una startup e la solidità di un’azienda consolidata rappresenta un vero e proprio “pendolo” per i professionisti italiani. Un’indagine recente condotta da Clutch, startup milanese specializzata nelle risorse umane, ha fatto luce su queste dinamiche coinvolgendo oltre 300 professionisti per mappare le nuove aspettative di carriera.

Flessibilità e smart working: due mondi a confronto

Uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca riguarda la gestione del lavoro a distanza. Nelle startup, la flessibilità è considerata un pilastro strutturale: quasi 6 professionisti su 10 (59%) operano in modalità full remote. Al contrario, nelle aziende più strutturate, il lavoro da remoto è spesso percepito come uno strumento di controllo o un semplice compromesso; qui solo il 14% dei dipendenti lavora interamente a distanza, mentre il modello prevalente è quello ibrido (42%), con una media di due giorni di smart working a settimana.

Questa differenza riflette anche la composizione anagrafica dei team: le startup sono ambienti tendenzialmente giovani, dove il 48% dei collaboratori ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. Le corporate, invece, dimostrano una maggiore capacità di trattenere competenze senior, con una quota di over 45 che raggiunge il 18%, contro il ridotto 8% delle realtà emergenti.

Il nuovo significato del lavoro per Millennial e Gen Z

Secondo Lorenzo Cattelani, Ceo e Founder di Clutch, il cambiamento in atto è profondo e non riguarda solo le modalità operative, ma il senso stesso della professione. “I giovani professionisti – appartenenti alle generazioni Millennial e Gen Z – stanno ridefinendo in modo profondo il concetto stesso di lavoro – spiega Cattelani -. Le loro priorità e aspettative riflettono un contesto in cui le regole tradizionali della carriera si stanno trasformando: non basta più un buon salario o un titolo prestigioso, ciò che conta è un equilibrio tra sviluppo personale, significato e benessere.

Per queste generazioni, il lavoro non è solo un mezzo per ottenere sicurezza economica, ma un ambito in cui esprimere se stessi, apprendere e contribuire a qualcosa di più grande. Cercano realtà che offrano un senso di scopo e impatto tangibile: la possibilità di vedere il valore del proprio contributo e di riconoscersi nei risultati dell’organizzazione”.

Il richiamo della stabilità: perché 6 su 10 lascerebbero la startup

Nonostante il fascino dell’innovazione, il bisogno di sicurezza resta una leva potentissima. Se da un lato il 60% dei rispondenti ritiene le startup più efficaci nel valorizzare i talenti junior attraverso responsabilità dirette e crescita rapida, dall’altro emerge una tensione economica significativa. Sei professionisti su 10 attualmente impiegati in una startup valuterebbero il passaggio a un’azienda consolidata in cambio di uno stipendio più alto e di una maggiore stabilità contrattuale.

Le aziende consolidate continuano infatti a essere preferite per la loro solidità economica (52%) e per benefit più competitivi (40%). Tuttavia, chi sceglie la corporate deve fare i conti con percorsi di carriera più lenti (51%), burocrazia (46%) e una minore autonomia decisionale (40%).

Intelligenza artificiale: una condizione necessaria

L’indagine di Clutch ha analizzato anche l’impatto tecnologico, rivelando che l’uso quotidiano dell’intelligenza artificiale è ormai una realtà diffusa in entrambi i modelli (46% nelle startup e 42% nelle corporate), principalmente attraverso l’uso di chatbot e assistenti virtuali. La differenza è culturale: le startup usano l’Ai per sperimentare e crescere velocemente, mentre le grandi imprese la sfruttano per migliorare l’efficienza e la gestione dei dati.

In conclusione, come sottolineato da Cattelani, la sfida per il futuro non è scegliere un modello contro l’altro, ma saperli integrare: “Questa survey conferma che non esiste un modello organizzativo migliore in assoluto: le startup offrono velocità, autonomia e opportunità di crescita rapida, mentre le aziende consolidate garantiscono continuità, sicurezza e sviluppo sostenibile delle competenze. La sfida per i professionisti oggi è trovare un equilibrio tra queste due dimensioni: contribuire in modo significativo, sperimentare e crescere, senza rinunciare alla stabilità economica e alla pianificazione di lungo periodo. Per le organizzazioni, la lezione è chiara: attrarre e trattenere talenti significa combinare innovazione e sicurezza, flessibilità e struttura, con una visione coerente e inclusiva del futuro del lavoro”.

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