Nella lotta ai cambiamenti climatici ciascuno di noi può fare la sua parte cercando di non superare la propria quota equa di emissioni di carbonio necessaria per cercare di mantenere l’aumento di temperatura globale entro 1,5 gradi, come stabilito nell’Accordo di Parigi sul clima. Purtroppo, secondo quanto emerge da una ricerca di Oxfam, in soli 10 giorni dall’inizio del 2026, i più ricchi del mondo, che rappresentano solo l’1% della popolazione globale, hanno già esaurito la quota di emissioni per l’intero anno. Non solo, ma i super-ricchi ovvero lo 0,1% ha impiegato solo 3 giorni per esaurire il budget annuale di emissioni di carbonio.
Sempre secondo quanto evidenziato da Oxfam, proprio quest’ultima categoria di persone produrrebbe in un solo giorno più emissioni da carbonio di quanto il 50% della popolazione più povera ne produce in un anno. Dati che evidenziano come pochi soggetti facoltosi contribuiscano ad alimentare la crisi climatica conducendo uno stile di vita eccessivo, a partire dell’utilizzo sconsiderato di mezzi come jet privati e superyacht, senza contare che tali personaggi hanno spesso potere e influenza su alcune delle industrie più inquinanti al mondo, prime fra tutte le aziende legate ai combustibili fossili.
I costi delle emissioni dei ricchi e le possibili soluzioni
La ricerca sopra citata rileva che le emissioni prodotte in un anno dall’1% dei ricchi del mondo porterebbe, entro la fine del secolo, ad oltre 1,3 milioni di decessi legati all’aumento della temperatura globale. Oltre alle perdite umane, sono stati calcolati ingenti danni economici stimati in circa 44 miliardi di dollari entro il 2050. Inoltre, è stato calcolato che per poter rimanere entro il limite di 1,5 gradi di riscaldamento globale, i miliardari del mondo dovrebbero ridurre del 97% la propria quota di emissioni entro il 2030.
Dunque, se da una parte si trova una minoranza con una capacità di spesa e investimento in grado di influenzare le emissioni globali, dall’altra si trova la maggioranza della popolazione mondiale che subisce tale impatto, avendolo causato in maniera minore o marginale. Per cercare di porre rimedio a questo scenario, Oxfam chiede di tagliare le emissioni dei super-ricchi e di far pagare i grandi inquinatori, ad esempio aumentando le imposte sulla ricchezza. In tal senso, è stato calcolato che una tassa applicata sugli utili di 585 grandi imprese del petrolio, gas e carbone, permetterebbe di raccogliere oltre 343 miliardi di euro all’anno. Tra le altre possibili soluzioni indicate dall’organizzazione non profit per cercare di contenere le emissioni di carbonio, quella di vietare o tassare in maniera pesante i beni di lusso particolarmente inquinanti come jet privati e megayacht.