Tariffe, produzione, consumo, fonti rinnovabili, ambiente: quali sono le principali tendenze e i numeri del settore dell’energia in Europa? Un quadro d’insieme lo fornisce Eurostat con il rapporto annuale Energy in Europe, che analizza l’andamento dei principali indicatori del settore ovvero come l’Europa produce, importa, consuma, trasforma e paga l’energia. Tra gli indicatori che emergono dall’edizione 2026 del rapporto, si segnala in particolare che quasi la metà dell’energia prodotta, il 48%, proviene da fonti rinnovabili (i dati si riferiscono al 2024). Un altro dato interessante riguarda il prezzo medio dell’energia che nella prima metà del 2025 è stato pari a 28,7 euro per 100 kWh, ma con notevoli differenze tra un Paese e l’altro: 38 euro in Germania, 10,4 euro in Ungheria.
Mix energetico
L’energia disponibile in UE viene in parte prodotta internamente, il 43% nel 2025, mentre il restante 57% risulta importato. Un dato che sottolinea un elevato livello di dipendenza energetica da altri Paesi. Nonostante l’aumento delle rinnovabili, le fonti fossili, nel 2024, detenevano ancora la quota maggiore nel mix energetico europeo. Nel dettaglio: il 38% deriva dal petrolio e prodotti derivati, il 21% dal gas naturale, il 20% da fonti rinnovabili, il 12% dal nucleare, il 10% da combustibili solidi. Le quote delle diverse fonti energetiche variano in maniera considerevole da un Paese all’altro. L’Italia, ad esempio, come fonte energetica significativa ha il gas naturale con il 36% del proprio mix energetico, le rinnovabili rappresentano il 48% dell’energia disponibile in Svezia, mentre il nucleare costituisce il 40% della disponibilità energetica francese.
Produzione di energia in Ue
In ambito di produzione interna di energia, l’Unione europea si segnala per una decisa accelerazione nelle rinnovabili. Nel 2024, infatti, l’energia da fonti rinnovabili ha rappresentato il 48% della produzione complessiva, seguita dal nucleare con il 28%, dai combustibili fossili con il 15%, dal gas naturale 5% e petrolio greggio 3%. Come per il mix energetico, anche il settore della produzione presenta differenze notevoli tra Stati membri. A Malta la produzione è totalmente da fonti rinnovabili, la Francia ha una forte incidenza del nucleare (71%). Parlando di energia importata, però, rimane la dipendenza da fonti petrolifere che rappresentano il 67% dell’import energetico dell’Ue.
Consumo energetico
Il rapporto Energy in Europe 2026 riferisce che il 66% dell’energia è stato consumato dagli utenti finali tra abitazioni, industria e trasporti, mentre il restante 34% è andato perduto durante la produzione, la distribuzione, oppure è andato in impieghi non energetici. Entrando nel dettaglio dei settori, la quota maggiore di consumo finale di energia è andata per i trasporti (31%), il 27% è attribuito alle abitazioni, il 25% all’industria, il 13% ai servizi commerciali e pubblici, il 3% all’agricoltura e alla pesca. Per quanto riguarda il consumo domestico, circa due terzi dei consumi è assorbito dal riscaldamento. Eurostat segnala, inoltre, che il 23% dell’energia finale consumata in Ue è sotto forma di elettricità di cui il 48% proviene dalle diverse fonti rinnovabili, specie eolico (17,5%), mentre il 28,2% proviene da combustibili fossili. In Italia, però, la quota maggiore, il 49%, è ancora legato ai combustibili fossili.
Tariffe elettricità e gas
I dati riferiti alla prima metà del 2025 segnalano forti differenze tra i vari Paesi europei dovute a diversi fattori, quali la struttura della distribuzione nazionale, la pressione fiscale, il mix energetico, le eventuali misure di sostegno. Per quanto riguarda l’elettricità, i prezzi, compresi di tasse e oneri, vanno da un minimo di 10 euro per 100 kWh in Ungheria a un massimo di 38 euro per 100 kWh in Germania, a fronte di una media Ue di 28,7 euro. In Italia la tariffa elettrica è di 32,9 euro per 100 kWh, dunque tra le più elevate. Per quanto riguarda il gas naturale per consumi domestici, la Svezia ha il presso più alto con 21 euro per 100 kWh, l’Ungheria il più basso con 3 euro per 100 kWh. L’Italia con 6,4 euro ha comunque un prezzo piuttosto contenuto e inferiore alla media Ue di 6,6 euro.
Emissioni e target
Secondo i dati Eurostat, dal 1990 al 2023 le emissioni di gas a effetto serra in Europa sono diminuite del 36%, con riduzioni particolarmente significative in Romania -70%, Lituania -68%, Estonia -64%. La quota principale di emissioni è legata ai carburanti utilizzati dai trasporti 30%, seguono gli utenti energetici esclusi i trasporti 26% e le industrie 24%. Con riferimento all’efficienza energetica, il consumo primario dell’Ue nel 2024 è stato di 1.209 Mtep, con un calo di 9 punti percentuali rispetto al 2014, ma ancora del 22% superiore al target di riduzione fissato per il 2030. Similmente, la quota delle rinnovabili nei consumi finali lordi è aumentata nel 2024 fino al 25% contro il 17% di dieci anni prima, ma tutt’ora distante dal target 2030 del 42,5%.