Fontanili (Uniontrasporti): “Nel settore il 17% delle morti bianche. Accelerare il percorso verso una maggiore sostenibilità sociale e ambientale”

Tanta produttività, ma poca sostenibilità. Al convegno promosso da Economia Pulita a Roma, il direttore di Uniontrasporti ha chiesto “Un nuovo paradigma di logistica”
27 Marzo 2025
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Trasporto Merci Italia Canva

Il settore della logistica e del trasporto merci è un pilastro per l’economia italiana, ma deve fare i conti con la sostenibilità umana e ambientale.

Da solo, registra oltre il 17% di tutti gli infortuni mortali sul lavoro che avvengono in Italia e produce il 35% dei gas climalteranti emessi dal settore dei trasporti.

Intervenendo al convegno promosso da Economia Pulita a Roma nella sede del Parlamento europeo, Uniontrasporti ha chiesto “Un nuovo paradigma di logistica sostenibile alla luce delle norme che regolano il settore e la filiera”.

Ecco le parole di Antonello Fontanili, direttore della società in house del sistema camerale italiano.

Quanto vale il settore della logistica e del trasporto merci

“Il settore della logistica e del trasporto merci in Italia vale circa 135 mld di euro l’anno con un’incidenza sul Pil nazionale dell’8,2%. Nello stesso settore si verifica oltre il 17% di tutti gli infortuni mortali sul lavoro, la produzione di un terzo dei gas climalteranti emessi dall’intero mondo dei trasporti e di quasi la metà degli ossidi di azoto e delle polveri sottili addebitate al solo trasporto su strada”. Per Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, “bastano questi numeri” per capire quanto sia urgente intervenire sul settore.

La logistica e i trasporti, spiega Fontanili, devono andare “verso una maggiore sostenibilità sia ambientale sia sociale dell’intero settore, che si traduce anche in una sua maggiore competitività nel mercato globale. Questo percorso deve trovare sintesi in una governance corretta ed equilibrata delle aziende che punti a obiettivi di sostenibilità rendicontati e certificati in maniera trasparente, mettendo in primo piano la sicurezza e la qualità del lavoro, la digitalizzazione dei processi, il risparmio energetico, la decarbonizzazione, la compliance e la legalità”.

L’indagine sul Friuli Venezia Giulia

Uniontrasporti ha assunto la Regione Friuli Venezia Giulia come benchmark nazionale per le sue ottime

performance nel settore delle infrastrutture, della logistica e dell’intermodalità. La ricerca regionale ha messo in luce le persistenti difficoltà nella transizione digitale e verso la sostenibilità ma anche la necessità di proseguirla e di incentivarla:

  • l’87% degli operatori sono almeno parzialmente d’accordo nel ritenere la sicurezza nella logistica e nel trasporto merci un elemento cruciale sul quale investire;
  • il 75% vede nelle condizioni di lavoro un elemento di forte criticità;
  • L’84% delle aziende ritiene cruciale la sostenibilità cruciale per l’intera filiera produttiva. Tra questi il 56% si dichiara fortemente d’accordo con questa affermazione.

Il problema è che, come emerso ancora dall’indagine di Uniontrasporti, l’88% delle aziende rispondenti non sa ancora come stimare la propria impronta di CO2.

Nella regione-modello, una impresa di settore su due ha ottenuto certificazioni di logistica sostenibile o sistemi di gestione ambientale, energetica o di salute e sicurezza sul lavoro oppure ha seguito dei protocolli in tal senso. Tutte queste imprese hanno più di 50 dipendenti; un dato che dimostra quanto la transizione sostenibile sia ancora difficile da attuare per le piccole imprese che costituiscono il cuore dell’economia italiana.

Il quadro nazionale

Uniontrasporti rinnova l’invito a cambiare marcia alla luce dei dati nazionali: il 45,5% delle imprese interpellate non ha fatto alcun investimento per migliorare la propria sostenibilità negli ultimi tre anni, con punte superiori al 50% Toscana (59,1%), Friuli Venezia Giulia (55%) e Lazio 53,5%.
Perché mancano interventi in tal senso?

  • il 31% dei rispondenti ritiene che la sua attività non abbia bisogno di questi interventi;
  • il 29,2% non vede negli investimenti sostenibili un ritorno importante per l’azienda.

Chi invece li ha fatti, ha investito per:

  • la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile (22,2%);
  • l’acquisto di mezzi a basso impatto ambientale (20,6%);
  • l’acquisto di nuovi materiali più sostenibili (12,2%).

Queste sono anche le tre voci di spesa citate da chi ha pianificato o sta ipotizzando investimenti in ambito Esg.

La Logistica Collaborativa

In questo contesto, Uniontrasporti sostiene il settore con la Logistica Collaborativa, un modello fortemente promosso da Unioncamere, permigliorare la salute del settore. La Logistica Collaborativa punta ad utilizzare piattaforme digitali e asset condivisi che sono in grado di promuovere una collaborazione trasparente tra i vari attori della filiera. Questo approccio può facilitare la sottoscrizione di partenariati strategici, in un’ottica di coopetizione finalizzata ad aumentare la competitività e la sostenibilità di tutto il comparto.

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