Sedili più leggeri, anzi ultra-leggeri, per ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO₂, garantendo allo stesso tempo comodità. La compagnia aerea low cost easyJet ha deciso di implementare il modello Kestrel dell’azienda britannica Mirus Aircraft Seating sui propri velivoli, con l’obiettivo primario di ridurre il peso, fattore determinante per l’efficienza energetica. Un aspetto decisamente non secondario, soprattutto in un momento in cui potremmo dover affrontare la più grande crisi energetica da decenni a causa della crisi in atto nel Golfo Persico. Ma al di là delle questioni ambientali e geopolitiche, i passeggeri come viaggeranno?
Minore impatto ambientale
Iniziamo dalla sostenibilità. Secondo le stime, i nuovi sedili sono più leggeri di circa il 20% rispetto ai precedenti e consentono un risparmio di peso fino a 500 kg per aeromobile sui modelli più grandi. Una riduzione che potrebbe sembrare piccola ma che, moltiplicata per centinaia di voli e per l’intero ciclo operativo annuale, si traduce in numeri rilevanti: easyJet stima un risparmio di 12.936 tonnellate di carburante all’anno, pari a oltre 40.513 tonnellate di CO₂ evitate.
C’è poi un altro vantaggio, e cioè che il sedile è riciclabile per circa il 98%, favorendo l’economia circolare e riducendo gli sprechi. Inoltre, il minor numero dei suoi componenti e il suo design semplificato riducono le esigenze di manutenzione, mentre la struttura robusta dovrebbe allungare la sua vita operativa.
Come viaggeranno i passeggeri?
Progettato specificamente per i voli a corto e medio raggio, il sedile Kestrel è pre-reclinabile ed è il più leggero della sua categoria. Ma come viaggeranno i passeggeri? La compagnia fa sapere che ci sarà maggiore spazio per le gambe: almeno 4 cm in più senza modificare l’inclinazione del sedile.
La novità sarà implementata dal 2028 sui nuovi aeromobili Airbus A320neo e A321neo.
Piccoli interventi, grande impatto
Il cambio dei sedili non è un intervento isolato: fa parte di un approccio basato su una serie di micro-ottimizzazioni che, sommate, producono un effetto rilevante. Tra le iniziative, informa la compagnia aerea ci sono:
- rinnovo della flotta con aeromobili NEO, più efficienti fino al 13% e fino al 50% meno rumorosi;
- aggiornamento degli sharklet entro l’estate del 2026. Si tratta di dispositivi alettati integrati installati alle estremità delle ali che riducono la resistenza aerodinamica, consentendo un risparmio annuo di circa 308 tonnellate di carburante e 970 tonnellate di CO₂ per aeromobile;
- verniciature più leggere, annunciate nel 2025, con benefici stimati in un risparmio di carburante di 1.296 tonnellate e una riduzione delle emissioni di CO₂ di 4.095 tonnellate a regime sull’intera flotta;
- ottimizzazione del rullaggio e spegnimento dell’APU (questultimo presso l’aeroporto di Milano Malpensa), per limitare i consumi e le emissioni di carbonio a terra. Lo spegnimento dell’APU consente di risparmiare una media di 2 kg di carburante e 6 kg di CO₂ al minuto;
- digitalizzazione dei manuali di bordo, che elimina peso inutile
- riorganizzazione della parte posteriore degli aerei (cucina e bagni) per usare meglio lo spazio. Sarà così possibile aggiungere una fila di sedili, abbassando la quota di emissioni per persona;
- software di navigazione avanzati, per migliorare migliora la pianificazione delle rotte e la comunicazione col controllo del traffico aereo e ridurre congestione e consumi (oltre che i ritardi).
È il direttore operativo di easyJet, David Morgan, a spiegare la strategia: “Anche i piccoli miglioramenti incrementali si traducono in significative riduzioni del consumo di carburante e delle emissioni di CO₂”.