Auto, la transizione rallenta: cresce l’ibrido, l’elettrico resta indietro

I dati del Rapporto Sunrise
26 Marzo 2026
4 minuti di lettura
Mobilità, L'auto Resta 'regina' Degli Spostamenti Degli Italiani Ma Crescono Alternative

Il mercato dell’auto in Italia procede senza una direzione unica, sospeso tra obiettivi industriali, vincoli economici e comportamenti che cambiano lentamente. La seconda edizione del Rapporto dell’Osservatorio Sunrise, promosso da Most – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile e presentato al Museo Ara Pacis di Roma, restituisce un quadro aggiornato e articolato: cresce l’interesse per l’elettrico, avanzano le formule alternative alla proprietà, ma il sistema resta ancorato a equilibri consolidati.

A emergere è un settore che non si muove per sostituzioni rapide, ma per aggiustamenti progressivi. Le nuove tecnologie si affiancano a quelle tradizionali, mentre le scelte di acquisto continuano a rispondere a logiche immediate, legate al costo e all’utilizzo quotidiano. Il risultato è una trasformazione che procede a velocità diverse lungo tutta la filiera.

Prezzo, abitudini e nuove formule: come cambia la domanda

La rilevazione condotta con l’Istituto Piepoli su 3.000 cittadini offre una base solida per leggere le intenzioni degli italiani. Il primo elemento che emerge riguarda la centralità del prezzo, che si conferma il principale criterio di scelta, seguito dai costi di esercizio e dalla sicurezza del veicolo. Fattori come design, prestazioni o marca restano sullo sfondo, con un peso limitato nelle decisioni finali.

Questo orientamento si riflette anche nelle prospettive di acquisto. Oltre il 40% degli intervistati prevede di comprare un’auto nei prossimi tre anni, con una quota non marginale (circa un caso su cinque) destinata ad aumentare il numero di vetture disponibili in famiglia. Il dato segnala una domanda ancora attiva, che non si limita alla sostituzione ma include anche esigenze di ampliamento, legate alla mobilità quotidiana e alla struttura dei nuclei familiari.

Tra le scelte più diffuse negli ultimi anni si confermano i Suv, acquistati da circa un quarto degli intervistati. La motivazione principale resta la sicurezza percepita, insieme al comfort e alla versatilità, con una diffusione più marcata nelle regioni del Sud. Si tratta di un orientamento ormai consolidato, che ha modificato in modo significativo la composizione del mercato.

Accanto a queste dinamiche cresce l’interesse per modalità di accesso all’auto meno tradizionali. Leasing e noleggio, che in passato riguardavano una quota marginale degli utenti, passano dal 2% delle esperienze pregresse al 9% delle intenzioni future. Il Rapporto segnala anche che, considerando l’intero mercato, queste formule arrivano a coinvolgere fino al 30% degli utenti, indicando un cambiamento più ampio nei modelli di consumo.

Sul fronte delle alimentazioni, la distanza tra intenzioni e mercato resta evidente. Le auto elettriche raccolgono il 12% delle preferenze per il futuro, mentre le ibride si avvicinano al 50%. Tuttavia, le scelte effettive raccontano un’altra realtà. Le barriere restano concrete: prezzo di acquisto elevato, infrastrutture di ricarica non ancora diffuse e timori legati all’autonomia. Solo il 27% degli intervistati dichiara di poter ricaricare l’auto a casa o sul luogo di lavoro, un elemento che incide direttamente sulla praticabilità dell’elettrico.

Un parco auto ampio e anziano, mentre cambiano i modelli di accesso

L’analisi dei dati strutturali mette in evidenza un sistema che cresce in volume ma fatica a rinnovarsi. Il parco auto italiano ha superato nel 2024 i 41 milioni di vetture, con un rapporto di circa 0,7 auto per abitante e 1,6 per famiglia. Si tratta di uno dei livelli più alti in Europa, che riflette una forte dipendenza dall’auto privata.

A fronte di questa espansione, il mercato delle nuove immatricolazioni resta inferiore ai livelli precedenti alla pandemia, fermandosi intorno a 1,6 milioni di unità all’anno. Il divario è colmato dal mercato dell’usato, che supera i 5 milioni di passaggi di proprietà annui. Questo squilibrio rallenta il ricambio tecnologico e contribuisce all’invecchiamento del parco circolante, con un’età media che ha superato i 12-13 anni. L’effetto combinato è una maggiore permanenza dei veicoli sulle strade, con impatti diretti sulle emissioni e sull’efficienza complessiva. Il rinnovo procede, ma con tempi più lunghi rispetto a quelli necessari per accompagnare la transizione energetica.

Nel frattempo, cambia il modo in cui si accede all’auto. Leasing e noleggio a lungo termine si stanno consolidando come alternative alla proprietà tradizionale, soprattutto in ambito aziendale ma con una diffusione crescente anche tra i privati. Queste formule permettono una maggiore flessibilità e, in alcuni casi, favoriscono un ricambio più frequente dei veicoli.

Parallelamente, aumenta il valore medio delle auto acquistate. Le vetture sono più accessoriate e tecnologicamente avanzate, con un conseguente aumento dei prezzi. Questo fattore rafforza ulteriormente il ruolo del costo nelle decisioni di acquisto e contribuisce a spiegare il ricorso crescente a formule finanziarie o di utilizzo temporaneo.

Tra elettrico e motori tradizionali

Il mercato italiano delle alimentazioni è in piena evoluzione ma mantiene caratteristiche specifiche. Le auto ibride rappresentano circa il 51% delle nuove immatricolazioni, seguite da benzina (24%) e diesel (10%). L’elettrico puro resta fermo intorno al 6%, con un ritardo stimato di circa cinque anni rispetto ad altri Paesi europei.

La diffusione delle diverse tecnologie dipende in larga parte dalle condizioni di utilizzo e dal contesto economico. Il Rapporto introduce un’analisi dettagliata del Total Cost of Ownership (Tco), che considera l’intero ciclo di vita del veicolo: acquisto, svalutazione, energia o carburante, manutenzione, assicurazione e fiscalità. I risultati mostrano che la convenienza varia in modo significativo a seconda dei casi.

Le auto a combustione e le ibride risultano più adatte a percorrenze contenute e utilizzi occasionali. Le elettriche diventano competitive con chilometraggi più elevati e, soprattutto, in presenza di ricarica domestica. In molti scenari, il costo complessivo tra tecnologie diverse tende ad avvicinarsi, rendendo decisivi elementi esterni come incentivi e prezzo dell’energia.

Relatori Osservatorio Sunrise
I relatori dell’Osservatorio Sunrise

Nel corso della presentazione, l’onorevole Alessandro Cattaneo ha richiamato la necessità di basare le scelte pubbliche su evidenze concrete: “Conoscere per deliberare: è questo il principio a cui mi rifaccio come legislatore. Per prendere le migliori decisioni servono dati, numeri e oggettività. L’Italia vanta una prestigiosa tradizione industriale nell’automotive, un settore strategico per Pil, lavoro e innovazione tecnologica, e va sostenuto con politiche pragmatiche, non ideologiche. Serve un mix di tecnologie – dall’elettrico ai biofuel, dall’idrogeno al green steel – per ridurre le emissioni in modo realistico e sostenibile”.

Per Gianmarco Montanari, il valore del Rapporto sta nella capacità di offrire strumenti di lettura affidabili: “Il Rapporto Sunrise mostra con grande chiarezza quanto il mercato dell’auto sia oggi attraversato da dinamiche complesse e spesso contraddittorie: da un lato la spinta alla transizione energetica, dall’altro vincoli economici e infrastrutturali che rallentano il cambiamento. In questo contesto, il ruolo degli Osservatori è fondamentale”.

Il coordinatore scientifico Ennio Cascetta sottolinea la natura differenziata del percorso: “Le evidenze del Rapporto confermano che la transizione energetica nel settore automotive non è lineare né uniforme: non esiste una tecnologia dominante e le scelte dei consumatori dipendono fortemente dalle condizioni di utilizzo, dai costi e dalle caratteristiche territoriali”.

Le indicazioni convergono sulla necessità di interventi mirati: sviluppo delle infrastrutture di ricarica, maggiore accessibilità economica e diffusione delle informazioni. In assenza di queste condizioni, il mercato tende a evolvere per segmenti, con una diffusione disomogenea delle soluzioni e tempi di adozione variabili lungo il territorio.

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