La scienziata che studia il potere dei funghi di assorbire il carbonio

Si chiama Toby Kiers e per la sua ricerca ha vinto il “Nobel per l’ambiente”
20 Gennaio 2026
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Funghi carbonio storyb

Nella lotta per contrastare il cambiamento climatico la tecnologia ha permesso di mettere a punto soluzioni innovative specie in chiave di riduzione del carbonio immesso in atmosfera. Ma se il rimedio invece si trovasse in natura, giusto a una manciata di centimetri sotto i nostri piedi? Lei si chiama Toby Kiers, biologa americana, professore all’Università Vrije di Amsterdam e grazie ad una sua pionieristica ricerca ha scoperto che nell’immediato sottosuolo esistono particolari specie di funghi in grado di assorbire notevoli quantità di carbonio. La sua scoperta le è valsa il Tyler Prize for Environmental Achievement, il più prestigioso riconoscimento internazionale in ambito ambientale, una sorta di Nobel per l’ambiente.

Una fitta rete sotterranea di funghi e radici

Micorrize, è questo il nome scientifico per individuare i funghi in grado di assorbire elevate quantità di Co2. In realtà, si tratta di fitte reti di funghi e radici delle piante che si diramano nel sottosuolo e rappresentano uno straordinario esempio di come diverse specie naturali uniscono i propri sforzi per creare il migliore habitat dove vivere e svilupparsi. Una sorta di associazione simbiotica mutualistica dove funghi e piante si scambiano nutrienti e acqua, aumentando la tolleranza ai metalli, la resistenza alla siccità e agli stress ambientali.

“Oltre ai nutrienti queste reti naturali spostano enormi quantità di carbonio. Parliamo di otre 13 miliardi di tonnellate di CO2 e dunque ricoprono un ruolo di notevole importanza nella riduzione delle emissioni globali”, ha dichiarato Toby Kiers. Nel corso della ricerca che le è valsa il Nobel per l’ambiente, la scienziata si è avvalsa di uno strumento fondamentale, ovvero l’Atlante Sotterraneo delle micorrize e della loro biodiversità (Underground Atlas) realizzato da Spun, Society for the protection of underground networks, un progetto scientifico di cui è co-fondatrice, che, appunto, è funzionale alla mappatura della biodiversità dei funghi del suolo. In particolare, grazie ai dati ricavati dall’Underground Atlas si è capito quanto sia estesa la rete di micorrize nel mondo, quali siano le aree geografiche di presenza maggiore e quanto sia importante preservare questi funghi vista la loro capacità di catturare carbonio.

Un patrimonio naturale da preservare

Dunque, se da una parte queste reti fungine rappresentano un valido alleato nella lotta ai cambiamenti climatici, dall’altro sono minacciate da pratiche quali il consumo di suolo, la deforestazione e l’agricoltura intensiva, che rischiano di distruggere le reti di funghi e radici delle piante. Su questa tematica la Kiers ha detto: “La mappatura e la conseguente tutela dei sistemi fungini è stata a lungo trascurata ed oggi si rischia la distruzione delle reti sotterranee con conseguente perdita di biodiversità, alterazione del ciclo dei nutrienti e, in ultima analisi, aumento del riscaldamento globale”.

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