I traghetti in Europa inquinano più delle auto

I dati di uno studio di Transport & Environment
6 Marzo 2026
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Inquinamento traghetti storyb

Quando si parla di aria inquinata di città siamo abituati a pensare agli scarichi degli autoveicoli a benzina e gasolio. In realtà, un nuovo studio realizzato da Transport & Environment, la Federazione non governativa dei Trasporti e dell’Ambiente, indica che in Europa, segnatamente alle grandi città portuali, i traghetti emettono più sostanze inquinanti di tutte le auto. In particolare, Barcellona è al primo posto in quanto a emissioni di CO2 relative ai natanti in movimentazione nel porto, seguita da Dublino, che detiene il primato per quantitativo di ossidi di zolfo. Non vanno meglio le cose nelle città portuali italiane. Nella top ten dei porti più inquinati del Vecchio Continente, infatti, il report indica Genova al quinto posto, Livorno al settimo, Palermo all’ottavo, Civitavecchia al nono.

I risultati dello studio

Nel dettaglio, lo studio di T&E segnala che nei porti europei circa mille traghetti emettono 13,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, un quantitativo superiore a quello prodotto dagli scarichi di 6,6 milioni di automobili. A livello di Paesi, l’Italia ha il primato negativo di emissioni di gas serra con 2,4 milioni di tonnellate di CO2 prodotte dai viaggi dei traghetti. Il 75% di tale quota di emissioni è dovuto al traffico domestico e alle soste in porto. I dati evidenziano un fatto inequivocabile: la maggior parte dei traghetti in navigazione viaggia ancora con sistemi di propulsione alimentati da combustibili fossili, in quanto si tratta di natanti obsoleti con un’età media di 26 anni. Relativamente al nostro Paese, con 167 traghetti abbiamo una delle flotte più grandi per questa tipologia di navi. Oltre la metà dei traghetti italiani potrebbe tecnicamente essere alimentate da motori elettrici, in virtù delle rotte coperte, mentre un ulteriore 26% potrebbe navigare con propulsori ibridi.

La svolta elettrica

Lo studio di T&E indica la necessità di accelerare la transizione green dei trasporti via mare, una svolta che per altro diverse compagnie marittime hanno avviato. Nel dettaglio, il report indica che entro il 2035 circa il 60% dei traghetti circolanti in Europa potrebbero essere a propulsione elettrica o ibrida. Oltretutto, l’elettrificazione dei natanti apporterebbe, in più della metà dei casi, una riduzione dei costi di gestione per gli armatori rispetto ai traghetti alimentati a gasolio. La svolta elettrica costituirebbe un toccasana per l’ambiente, specie per l’aria delle città portuali con una riduzione del 42% delle emissioni di CO2. Parallelamente al processo di elettrificazione dei natanti, deve però procedere l’adeguamento delle infrastrutture di ricarica nei porti, che rappresenta un nodo ancora da sciogliere. D’altra parte, lo studio sottolinea che in oltre la metà dei casi (57%) sarebbero sufficienti stazioni di ricarica inferiori a 5 MW per servire i traghetti elettrici.

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