Utilizzato sin dalla fine degli anni ‘50 del Novecento nella produzione di resine epossidiche e oggetti in materiale plastico, il bisfenolo A o BPA è un composto chimico sintetico largamente impiegato nei contenitori di alimenti e bevande in plastica rigida e nelle lattine. Se fino a qualche settimana fa pochi avevano sentito parlare di bisfenolo, improvvisamente è diventato oggetto di attenzione mediatica per il fatto che un Regolamento dell’Unione europea (2024/3190 del 19 dicembre 2024), entrato in vigore a gennaio 2026, l’ha bandito da tutti i materiali a contatto con alimenti e bevande, essendo un interferente endocrino in grado di causare danni alla salute. Nonostante il divieto entrato in vigore, la normativa prevede un periodo transitorio, fino a gennaio 2028, durante il quale sarà comunque possibile commercializzare alcuni prodotti che contengono tale elemento.
Le nuove valutazioni della scienza
I possibili rischi per la salute dovuti al bisfenolo A erano già noti e monitorati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) con diversi studi, uno dei quali nel 2011 portò al divieto di impiego di biberon in policarbonato contenente BPA per i possibili danni alla salute dei neonati. Nel 2015, a seguito di un’ulteriore ricerca scientifica, l’Efsa fissò i livelli tollerabili di assunzione giornaliera di BPA in 4 microgrammi per kg. di peso corporeo. Successivamente, venne chiesto all’Autorità di sviluppare un nuovo protocollo con dati aggiornati sui rischi ulteriori di esposizione ripetuta al bisfenolo A, specie per cercare di eliminare le incertezze circa la portata degli effetti dannosi sul sistema immunitario, metabolico, riproduttivo e, sulla base dei risultati, aggiornare le indicazioni del 2015. Così nel 2023 la dose giornaliera tollerabile fu fissata a 0,2 microgrammi per kg di peso ovvero 20 mila volte in meno rispetto alle raccomandazioni precedenti. Una decisione che rappresenta un’evidente indicatore della pericolosità del bisfenolo A per tutte le fasce di età della popolazione.
Il parere dell’esperto
Sul tema del bisfenolo A è intervenuto anche il Prof. Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che ha ricordato come tale sostanza sia classificata come interferente endocrino, in quanto in grado di imitare l’azione degli estrogeni presenti nel corpo umano. Il che si traduce nella possibilità di alterare il sistema ormonale con possibili problematiche di diverso genere, quali infertilità, obesità, diabete, pubertà precoce, ma anche di poter sviluppare alcuni tumori legati all’ambito ormonale. Va ricordato che il rischio per la salute non è il consumo occasionale di una lattina o di un contenitore alimentare con BPA, quanto l’esposizione ripetuta nel tempo.