Circo Orfei dice addio agli animali: cosa cambia e perché la legge è ferma

L’annuncio di Stefano Nones Orfei e Brigitta Boccoli
26 Febbraio 2026
3 minuti di lettura
Animali circo canva
Foca utilizzata per uno spettacolo circense (Canva)

Stefano Nones Orfei è entrato nella gabbia con le tigri per l’ultima volta a Roma, durante uno spettacolo ospitato da un altro circo. Quando è uscito, ha annunciato che non ci sarebbe stata una prossima volta. Trentacinque anni di numeri con gli animali finivano lì, accogliendo le richieste di una società sempre più attenta alla sostenibilità e al benessere degli animali.

Perché gli Orfei hanno scelto lo stop agli animali

Quella di non prevedere la presenza degli animali nei circhi è “una scelta doverosa, dettata dai tempi oramai cambiati”, ha spiegato Stefano Nones Orfei al Corriere della Sera. Accanto a lui sua moglie Brigitta Boccoli ha aggiunto che, se fossero stati vivi, i suoceri “sarebbero stati orgogliosi” di questa decisione perché “hanno sempre inseguito il progresso”.

Stefano Nones Orfei e sua moglie Brigitta Boccoli annunciano stop animali nel circo
Stefano Nones Orfei e sua moglie Brigitta Boccoli (Ipa/Ftg)

Stefano Orfei ha voluto a precisare anche l’altra faccia della medaglia: “non rinnego il mio passato”, perché le tigri e gli elefanti “sono stati fratelli per me e figli per mia madre”.

Non c’è una data di transizione, perché la decisione è già operativa: nei futuri spettacoli del circo di Stefano Nones Orfei e Brigitta Boccoli non ci saranno più animali in pista. Il rinnovato progetto artistico si baserà sulle performance umane e sul circo contemporaneo.

Boccoli e Orfei hanno anche parlato dell’idea di aprire a Roma un’accademia dedicata a Moira Orfei per formare giovani circensi, e di far ripartire il “suo circo”, rimasto fermo dalla pandemia, in una forma compatibile con la sensibilità attuale.

La legge italiana: cosa prevede e perché è stata rinviata a fine 2026

La scelta degli Orfei arriva in un momento in cui la questione del benessere degli animali nei circhi è tutt’altro che risolta in Italia. La Lav (Lega anti vivisezione) stima che siano ancora circa 2.000 gli animali detenuti nelle compagnie circensi italiane. Da anni le associazioni denunciano le condizioni di vita di questi animali: la vita itinerante, la detenzione in spazi inadeguati e l’addestramento forzato sono al centro delle critiche.

Sul piano normativo, l’Italia si trova in ritardo cronico. La legge delega che avrebbe dovuto vietare l’uso di animali nei circhi italiani è rimasta sospesa per anni in attesa di un decreto attuativo. La scadenza è slittata prima al 18 agosto 2025, poi al 31 dicembre 2026, con un voto della Camera che ha approvato l’ennesimo rinvio. Un decreto atteso, sottolinea Italia che Cambia, da oltre tre anni. Alleanza Verdi e Sinistra ha definito positiva la scelta di Stefano Nones Orfei, ribadendo che “la legge già c’è” e che va resa operativa al più presto.

Pressioni locali e scelte simili

La decisione tutela non solo il benessere degli animali, ma anche la sostenibilità economica. Sempre più spesso, infatti, le compagnie circensi devono cambiare o annullare i propri spettacoli perché la popolazione è contrario all’utilizzo degli animali. L’ultimo caso risale a fine gennaio 2026, quando il Comune di Genova ha bloccato uno spettacolo del “Circo Africa” di Paolo Orfei previsto a febbraio, invocando il “no al circo con gli animali”. Episodi come questo rendono la programmazione più fragile e costosa per le compagnie che ancora si affidano agli animali, perché il rischio non è più solo reputazionale, ma logistico.

Il circo senza animali funziona già: dal Cirque du Soleil agli ologrammi​

Il modello alternativo esiste, funziona e in certi casi ha già superato il modello tradizionale per popolarità.

Il riferimento più noto è il Cirque du Soleil, la compagnia canadese nata nel 1984 che ha costruito un impero da miliardi di dollari basandosi interamente su acrobati, giocolieri, trapezisti e contorsionisti, senza mai portare un animale in pista. Il suo successo ha dimostrato che il pubblico non ha bisogno degli animali per divertirsi, ma ha bisogno di spettacolo. Funambolismo, acrobatica aerea, danza verticale, clownerie e teatro fisico sono le discipline che stanno prendendo il posto dei numeri con gli animali nei circhi contemporanei.

In Germania, il Circus Roncalli ha scelto una strada molto originale: dal 2018 proietta in pista elefanti, scimmie e cavalli come ologrammi tridimensionali, grazie a undici proiettori distribuiti attorno alla pista. Il direttore Bernhard Paul ha spiegato alla stampa tedesca che “anche il circo è mosso dalle tendenze socio-culturali” e che era “arrivato il momento di seguirle”.

L’idea ha avuto un seguito anche in Francia, dove André-Joseph Bouglione — ex domatore di tigri — ha lanciato l’Écocirque, portando in pista elefanti, tigri e balene come ologrammi proiettati su uno schermo in tulle trasparente. Il progetto non è sopravvissuto a lungo nella forma originale: nel settembre 2022 il materiale dell’Écocirque è andato all’asta.

Bouglione ha però continuato a lavorare, e a fine 2025 il suo spettacolo Origine — sempre con animali in ologramma — era ancora in tournée. “Quasi tutto il mondo ha capito” la nuova direzione, ha dichiarato a Nice-Matin, ammettendo che quando aveva deciso di togliere gli animali dalla pista “aveva molta paura di quello che sarebbe successo”.

In Italia questo percorso è ancora agli inizi, ma qualcosa si muove. Il Cirko Vertigo di Torino è la prima struttura che rilascia un attestato riconosciuto dalla Regione Piemonte e dall’Unione Europea per artisti di circo contemporaneo, format che fonde acrobatica classica con teatro, danza e musica dal vivo. “L’unico animale sei tu”, spiegano senza fronzoli i fondatori presentando l’iniziativa.

Tanti progressi sono stati fatti in tal senso negli ultimi anni, anche al di fuori dell’ambito circense.

L’ultima novità arriva dall’Indonesia che a inizio 2026 ha vietato le cavalcate sugli elefanti, una delle pratiche più redditizie del turismo wildlife in Asia.

Per approfondire: Cavalcate sugli elefanti vietate in Indonesia: la nuova era del turismo etico

Green Economy | Altri articoli