A Roma, da fine gennaio 2026, girare senza assicurazione o revisione è diventato molto più rischioso con l’arrivo del cosiddetto “occhio elettronico”. Non servono posti di blocco visibili, file di auto fermate a caso o controlli a campione. Basta passare davanti a una telecamera che legge la targa, interroga i database della Motorizzazione in tempo reale e, se qualcosa non torna, invia un alert a una pattuglia vicina. Con questo sistema, gli agenti sanno delle infrazioni esistenti ancora prima di sventolare la paletta tanto temuta dagli automobilisti.
I primi dispositivi sono attivi all’Eur, Ostiense, Tintoretto e via del Mare, con un piano di estensione graduale ad altri quadranti della capitale.
I primi dati raccolti parlano chiaro: circa cinquanta automobilisti ogni mille controllati risultano privi di assicurazione o revisione, pari al 5% del traffico monitorato. In pratica, un’auto ogni venti.
Come funzionano gli occhi che vedono tutto
Il sistema si basa su telecamere dotate di lettura automatica della targa (Automatic Number Plate Recognition, Anpr), collegate in tempo reale alla banca dati della Motorizzazione civile. Questa tecnologia è usata già da anni nei varchi Ztl e autovelox, ma ora viene applicata a un controllo amministrativo sistematico su assicurazione e revisione.
La Polizia locale opera con una doppia pattuglia coordinata:
- La prima squadra incanala il traffico davanti all’”occhio elettronico”, che scansiona ogni targa in transito e incrocia istantaneamente i dati con i registri nazionali su copertura Rc auto, scadenza revisione e altre irregolarità;
- Se il sistema rileva un’anomalia genera un alert automatico che arriva a una seconda pattuglia posizionata a circa 50-60 metri più avanti;
- La seconda squadra ferma il veicolo segnalato, verifica materialmente la situazione e, in caso di conferma, procede immediatamente alla contestazione.
La differenza rispetto ai controlli tradizionali è radicale: non si ferma più a caso sperando di trovare qualche irregolare. Si ferma solo chi è già risultato fuorilegge al database. Il controllo diventa predittivo e selettivo, non casuale.
Cosa rischiano i “furbetti” ora
Prima, la probabilità di essere beccati senza assicurazione dipendeva dalla fortuna (o sfortuna) di incrociare una pattuglia durante un controllo a tappeto. Oggi, quella probabilità tende al 100% se passi davanti a un occhio elettronico.
Giova ricordare allora le sanzioni previste dal Codice della strada. In caso di mancata Rc Auto:
- Sanzione amministrativa da 866 a 3.464 euro;
- Sequestro del veicolo finalizzato alla confisca, salvo regolarizzazione immediata con polizza retroattiva;
- Decurtazione di 5 punti dalla patente, che diventano 10 per i neopatentati.
Per chi circola senza revisione aggiornata:
- Sanzione amministrativa da 173 a 694 euro.
- Sospensione del veicolo dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione obbligatoria.
L’occhio elettronico non incide sull’entità della multa, ma sul rischio di essere individuati, che passa da remoto a concreto.
Sorveglianza o equità? Il bivio della tecnologia stradale
L’introduzione degli occhi elettronici solleva interrogativi che vanno oltre le strade di Roma. Da un lato, è uno strumento di equità: chi paga assicurazione e revisione (costi obbligatori e spesso pesanti) ha tutto il diritto di pretendere che anche gli altri lo facciano. Dall’altro, è un sistema di sorveglianza capillare che traccia ogni spostamento, incrocia dati e delega a un algoritmo la selezione di chi fermare.
Il 5% di irregolari intercettati nei primi controlli capitolini non è un numero trascurabile. Significa che una persona su venti in strada sta violando obblighi di legge fondamentali per la sicurezza collettiva. Chi circola senza assicurazione, infatti, non solo evade un obbligo fiscale, ma scarica su tutti gli altri il rischio economico di eventuali incidenti causati. Chi rinvia la revisione mette in strada veicoli pericolosi, con freni usurati, luci non funzionanti o emissioni fuori norma mettendo a repentaglio la salute degli altri più o meno direttamente.
Ma il controllo automatizzato pone anche questioni di proporzionalità. Fino a che punto è accettabile che ogni nostro spostamento venga registrato, analizzato e incrociato con database pubblici? E se domani gli stessi occhi elettronici venissero estesi ad altri parametri — multe non pagate, veicoli di persone con precedenti, alert su comportamenti anomali — dove si ferma il confine tra sicurezza e sorveglianza totale?
La risposta non è semplice. Ma una cosa è certa: la tecnologia ha reso il controllo stradale invisibile, continuo e inesorabile. E a Roma, chi pensava di risparmiare sulla polizza o rimandare la revisione, ora sa che l’occhio elettronico lo sta già aspettando.