Uno degli ambiti maggiormente colpito dall’impatto dei cambiamenti climatici è la mobilità umana con specifico riguardo al fenomeno migratorio. Sempre più spesso, infatti, le aree colpite da calamità naturali come aumento delle temperature, siccità e carestie, diventano luoghi inospitali per le persone che si vedono costrette a migrare verso territori più vivibili. Per cercare di affrontare tali nuove sfide climatiche e umane, grazie all’accordo strategico tra il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom), nasce a Roma il Climate Mobility Innovation Lab per il Mediterraneo.
Si tratta una piattaforma internazionale di coordinamento tra governi, comunità scientifica, società civile, settore privato e comunità locali per affrontare le sfide legate alle immigrazioni anche di natura ambientale e climatica.
Obiettivi del Climate Mobility Innovation Lab (Cmil)
Il principale obiettivo della piattaforma è mettere a punto misure e interventi innovativi per affrontare con efficacia i crescenti flussi migratori specie quelli legati ai cambiamenti climatici che interessano in particolare il bacino del Mediterraneo. Proprio quell’area, infatti, risulta maggiormente soggetta all’aumento delle temperature, come evidenziato più volte da scienziati e meteorologi, oltre a rappresentare uno dei principali corridoi migratori. Prevenzione, resilienza e adattamento locale, sono i tre cardini su cui il Cmil intende puntare attraverso soluzioni quanto più possibile inclusive e sostenibili, quali nature based solutions, sistemi di allerta precoci e infrastrutture resilienti.
Un elemento centrale dell’iniziativa è l’inclusione sociale con particolare riferimento al coinvolgimento dei giovani, delle donne e delle persone con disabilità. Inoltre, il progetto prevede la cooperazione con diversi paesi africani, in sinergia con il Cmil Africa, in modo da affrontare le radici più profonde alla base del fenomeno delle migrazioni forzate.
Italia al centro della cooperazione sul clima
L’avvio ufficiale all’iniziativa Cmil Mediterraneo è stato al centro di un vertice tra il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin e la Direttrice per l’Azione Climatica dell’Iom, Rania Sharshr. Al termine dell’incontro il Ministro ha espresso grande soddisfazione per la collaborazione ed ha affermato che “la piattaforma potrà generare risultati concreti per il Mediterraneo e per l’Africa, anche grazie a nuove partnership nel segno di una responsabilità condivisa di fronte alle sfide climatiche e umane”.
Durante il vertice, il Ministero ha, inoltre, ribadito l’impegno a rafforzare il ruolo dell’Italia come hub internazionale per la cooperazione su clima, sviluppo e migrazioni, in linea con il Piano Mattei per l’Africa, il Processo di Roma e il Piano Strategico Iom 2024-2028.