Fontana di Trevi, un ticket di 2 euro per salvarla dall’overtourism: è polemica

Incassi stimati tra 6,5 e 20 milioni di euro annuali per manutenzione e accesso gratuito ai musei
3 Febbraio 2026
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Roma, Fontana di Trevi, ingresso a pagamento per i turisti al costo di due euro (Fotogramma/Ipa)

Il lancio di una moneta per garantirsi il ritorno alla Città eterna, due per nuovo amore e tre per un desiderio che si desidera realizzare. Il mito della Fontana di Trevi, che fa sognare milioni di cittadini ogni anno, a partire da ieri, 2 febbraio, ha un costo: 2 euro. Una cifra “simbolica” che garantisce l’accesso al “catino”, cioè l’area panoramica ravvicinata del celebre monumento.

La misura punta a gestire i flussi di visitatori in uno dei punti più iconici e congestionati al mondo, trasformando la visita in un’esperienza più sostenibile e ordinata. Salvare Fontana di Trevi dall’overtourism, da un lato; commercializzare un mito dall’altro: l’iniziativa ha diviso l’opinione pubblica. Ecco opportunità e rischi della misura introdotta dal Comune di Roma.

La visione del Comune: “Il turismo deve lasciare risorse”

A spiegare la scelta dell’amministrazione capitolina è stato l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, il ha difeso la misura sottolineando come l’obiettivo principale sia contrastare l’overtourism. “Se questa Fontana fosse stata a New York, avrebbero chiesto un ticket da 100 dollari, non da 2 euro”, ha dichiarato Onorato, evidenziando che la piazza rimarrà comunque fruibile liberamente senza cancellate. Secondo l’assessore, infatti, questa scelta garantisce un’esperienza “ordinata e sicura”, eliminando il caos, il consumo di cibo a bordo vasca e riducendo il rischio di borseggi, un tempo frequenti nell’area.

Inoltre, l’iniziativa genererà un impatto sociale diretto con incassi, stimati tra i 6,5 e i 20 milioni di euro annui, i quali saranno utilizzati per la manutenzione del patrimonio, per l’assunzione di 18 giovani steward e per garantire ai residenti l’accesso gratuito a 12 musei civici.

Una scelta sotto la lente internazionale

La notizia, però, ha fatto il giro del mondo, trovando ampio spazio sulle principali testate internazionali. La Bbc, ad esempio, ha riportato l’introduzione del ticket da 2 euro a Fontana di Trevi come un modo sano per gestire il sovraffollamento. Alcuni turisti intervistati dalla testata giornalistica britannica dicono di aver accolto con favore l’iniziativa, sperando in una migliore gestione del flusso turistico. Altri, con un po’ di amaro in bocca, si son detti rassegnati a dover “pagare e sorridere” davanti a un simbolo della città.

La Cnn ha invece inserito il ticket di Trevi in un contesto più ampio di misure adottate in Italia per regolare il turismo di massa, citando – tra gli altri – il contributo d’accesso di Venezia e le restrizioni al balcone di Giulietta a Verona. La testata americana ha però evidenziato alcune criticità emerse nel primo giorno, come il comportamento di alcuni turisti che, per evitare il pagamento, hanno lanciato monete dall’esterno delle barriere, rischiando di colpire i visitatori paganti sottostanti.

Opportunità e critiche: tra decoro e dissenso

Quali sono le opportunità offerte da questa nuova gestione? Sicuramente, un miglioramento della qualità della visita. I flussi contingentati permettono di ammirare il monumento con calma, aspettando il proprio turno sì, ma evitando la calca di gente ai piedi del monumento. I controlli all’ingresso puntano, inoltre, ad una tutela maggiore della Fontana: il divieto di mangiare e bere vicino nei suoi pressi, ad esempio, preserva il marmo settecentesco. Infine, l’iconico lancio delle monete sarà più “intimo” e la raccolta delle stesse, che ammonta a circa 1,5 milioni di euro l’anno, continuerà a essere una cifra devoluta alla Caritas.

Ma le critiche non mancano. Alcuni visitatori italiani hanno definito “una vergogna” il dover pagare per un bene pubblico così famoso e storico, mentre altri turisti hanno percepito il costo come eccessivo in un contesto di viaggio già costoso. C’è chi lamenta che questa misura sia solo la prima introdotta e che molti futuri altri siti di interesse culturale e religioso subiranno costi simili o superiori.

Il sistema, ricordiamo, prevede la gratuità per i residenti di Roma e provincia, i disabili e i bambini sotto i cinque anni. Per tutti gli altri, l’accesso ravvicinato sarà vincolato al ticket nelle fasce orarie di punta, mentre dopo le ore 22 l’area tornerà a essere accessibile gratuitamente per tutti.

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